Una visita al cimitero di Nocera Superiore per portare un fiore sulla tomba del padre si è trasformata in una vicenda sulla quale la famiglia chiede ora chiarezza. La sepoltura di Pasquale Capaldo, secondo quanto denunciato dai familiari, era stata svuotata senza che la figlia ne fosse a conoscenza. I resti dell’uomo sarebbero stati successivamente ritrovati all’interno di un cassettino custodito in un ripostiglio nei pressi dei bagni della struttura cimiteriale.
A raccontare l’accaduto è la figlia del defunto, la giornalista Annalisa Capaldo, che si era recata al cimitero e, una volta raggiunto il luogo in cui era sepolto il padre, si sarebbe trovata davanti alla tomba ormai priva dei resti.
Una circostanza che ha spinto la famiglia a chiedere spiegazioni e a rivolgersi alle autorità competenti. La vicenda presenta infatti diversi aspetti che dovranno essere ricostruiti e verificati.
I resti trovati in un ripostiglio del cimitero
Secondo quanto riferito dalla famiglia e documentato anche attraverso fotografie, i resti di Pasquale Capaldo sarebbero stati sistemati in un cassettino e collocati all’interno di un ripostiglio situato nelle vicinanze dei servizi igienici del cimitero di Nocera Superiore.
Al centro della vicenda c’è soprattutto la gestione delle operazioni successive alla riesumazione e la mancata conoscenza, da parte dei familiari, di quanto avvenuto.
«Nessuno ci ha avvisati – ha spiegato Annalisa Capaldo –. La legge non imponeva necessariamente una comunicazione diretta, ma sarebbe bastata una telefonata. I miei numeri sono all’anagrafe e nella domanda per gli ossari, che avevamo già pagato».
La famiglia sottolinea dunque che i propri recapiti sarebbero stati disponibili e che era stata già presentata e pagata la domanda relativa agli ossari.
Presentato un esposto a carabinieri e polizia municipale
Per fare luce sull’accaduto, i familiari hanno deciso di presentare un esposto alla polizia municipale e ai carabinieri. La richiesta è quella di verificare tutti i passaggi relativi alla riesumazione di Pasquale Capaldo e alle modalità con cui i suoi resti sarebbero stati successivamente custoditi.
Gli accertamenti dovranno quindi chiarire le procedure seguite e verificare eventuali responsabilità. Allo stato attuale, infatti, si tratta di una vicenda i cui contorni devono essere ancora completamente definiti.
L’esposto potrebbe aprire approfondimenti sia sotto il profilo amministrativo sia, qualora ne emergessero i presupposti, sul piano giudiziario. Saranno gli accertamenti delle autorità competenti a stabilire cosa sia effettivamente accaduto e se tutte le procedure previste siano state rispettate.












