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9 Marzo 2026
9 Marzo 2026

Cocktail al mattino prima delle lezioni: la nuova abitudine tra gli universitari

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Cocktail al mattino prima delle lezioni: la nuova abitudine tra gli universitari

Non più solo aperitivo del tardo pomeriggio. In alcune città universitarie italiane il cocktail sta diventando una sorta di “colazione sociale”, consumata già dalle 9.30 del mattino prima di entrare in aula o durante le pause tra una lezione e l’altra. Una tendenza che, secondo gli esperti, rischia di trasformarsi in un comportamento pericoloso soprattutto tra i più giovani.

L’allarme arriva dall’Azienda USL di Ferrara, dove l’Osservatorio Dipendenze Patologiche ha registrato un aumento significativo dei giovani in trattamento per problemi legati all’alcol. Nell’ultimo decennio la quota di pazienti tra 18 e 29 anni è infatti raddoppiata, passando dal 4,7% nel 2015 al 9,5% nel 2024.

A preoccupare è soprattutto la diffusione del consumo di cocktail già nelle prime ore della giornata.

Secondo Johann Rossi Mason, direttrice dell’Osservatorio medico per la riduzione del rischio (Mohre), questa abitudine non è priva di conseguenze: «Il consumo di superalcolici in orario mattutino comporta effetti immediati sulla capacità cognitiva, compromettendo attenzione, memoria e rendimento accademico». L’assunzione regolare di alcol in giovane età, aggiunge l’esperta, aumenta inoltre il rischio di sviluppare dipendenza e patologie alcol-correlate, tra cui alcune forme di tumore.

Il fenomeno si inserisce in un quadro più ampio che riguarda gli stili di vita degli adolescenti e dei giovani adulti. Secondo una ricerca europea sugli stili di vita giovanili, il 75% dei ragazzi tra 15 e 19 anni ha già fatto uso di alcol, con una particolare esposizione nella fascia 15-17 anni. Un dato che alimenta le preoccupazioni degli specialisti, anche perché il cervello umano completa il proprio sviluppo intorno ai 25 anni, rendendo i giovani più vulnerabili agli effetti delle sostanze alcoliche.

A sottolineare la portata del problema è anche Emanuele Scafato, consulente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e membro dell’Advisory Board della Società Italiana di Alcologia. «La normalizzazione del consumo di alcol tra i giovani è il risultato di allarmi ignorati e di una prevenzione insufficiente. Bere al mattino è uno dei segnali tipici di comportamenti a rischio e non dovrebbe essere sottovalutato».

In Italia, secondo gli esperti, circa 1,2 milioni di giovani tra 11 e 24 anni sono consumatori a rischio di alcol, e la metà di loro è minorenne. Tra i 780mila consumatori con disturbi legati all’alcol che avrebbero bisogno di trattamento, solo 68mila riescono effettivamente ad accedere alle cure del Servizio sanitario nazionale.

Per gli specialisti la risposta non può limitarsi al divieto, ma deve puntare su informazione, educazione e prevenzione, promuovendo modelli di socializzazione alternativi che non ruotino necessariamente intorno all’alcol. Un passaggio ritenuto decisivo per evitare che quello che oggi appare come una semplice moda tra studenti diventi, nel tempo, un problema strutturale di salute pubblica.

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