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Coronavirus, Pasqua in ospedale per due mamme ricoverate: la testimonianza

di Luigi Martino

Trascorrono Pasqua lontano dai propri familiari, e tenendosi per mano affidano all’Ansa un incoraggiamento a tutte le mamme contagiate dal Covid come loro: «Non dobbiamo mai arrenderci, l’amore di una mamma é più forte di questo maledetto, subdolo virus. Si lotta e vinceremo». Marianna, 50 anni, e Michela di 34 sono ricoverate da fine marzo nel reparto Covid dell’ospedale di Polla, e oggi raccontano la sensazione straniante di una festa trascorsa alle prese con la paura: «A Pasqua accanto all’ansia e al dolore di tutti i giorni si aggiunge un forte ed insopportabile senso di malinconia». Le due donne hanno rispettivamente tre e due figli, e con loro possono parlare da settimane solo attraverso telefono e videochiamate. All’inizio erano in isolamento totale, poi l’ospedale si è affollato ed i medici sono stati costretti a collocare in alcune stanze due pazienti. Marianna e Michela da allora si sostengono a vicenda, e oggi hanno voluto fotografare le loro mani strette in segno di solidarietà e amicizia. I loro familiari hanno fatto arrivare alcuni dolci e un uovo di cioccolato, che è stato aperto nella stanza e condiviso con medici, infermieri e altri pazienti covid.

«Vogliamo inviare – dicono per telefono al cronista – il nostro augurio a tutte le mamme contagiate d’Italia che come noi non possono stare con i propri figli e mariti. Oggi é ancora più malinconico non poter vedere i nostri cari. É una malinconia che ti prende dal profondo del cuore e ti scorre per tutto il corpo, fa più male dei colpi di tosse che ti trafiggono il petto». Le due mamme sono entrambe del Vallo di Diano, la zona del Salernitano dove il virus si è particolarmente diffuso provocando la messa in quarantena di ben cinque comuni. «Ringraziamo – concludono le due donne – i medici e gli infermieri che non ci lasciano mai sole, giorno e notte, incoraggiandoci nei momenti di sconforto».

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A Cura di

Luigi Martino

Fagocito storie miste a facce intrise di granelli di vissuto. Non ho sangue, dentro scorre mare. Assumo pillole di tradizioni e m’incanto di fronte a occhi nuovi. Porto sul groppone il peso perenne di confezionare sempre cose belle. Litigo spesso con i pulsanti della mia Nikon e sono alla continua ricerca di «enciclopedie che camminano». Mentre corro dal mare alle colline del Cilento, sotto al braccio destro ho un Mac; sotto all’altro, invece, un quintale d’umiltà. A caccia di traguardi che si rinnovano in modo perpetuo, colleziono tramonti, ingurgito libri e immagazzino abbracci senza essere sfiorato. Giornalista per professione, video-fotoreporter per ossessione, racconto storie per necessità. Giornalista per professione. Fotografo per passione. Racconto storie per necessità.
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