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9 Giugno 2026
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Da un’idea alla più grande community turistica: Giovanni Molinari racconta il successo di Campania da vivere

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Da un’idea alla più grande community turistica: Giovanni Molinari racconta il successo di Campania da vivere

Oltre un milione di follower complessivi e un primato che la rende oggi la pagina dedicata al turismo più seguita della Campania. Campania da Vivere è diventata negli anni un punto di riferimento per migliaia di viaggiatori, appassionati e curiosi che attraverso i social scoprono borghi, spiagge, montagne, tradizioni e luoghi spesso lontani dai circuiti più battuti.

Dietro il progetto c’è Giovanni Molinari, originario di Campagna, nel Salernitano, che ha trasformato una semplice intuizione in una delle community turistiche più influenti del Sud Italia. In questa intervista racconta la nascita del progetto, il rapporto tra social network e turismo e le prospettive future per la Campania.

Giovanni, come nasce l’idea di Campania da Vivere e ti aspettavi che un progetto partito sui social potesse arrivare a oltre un milione di follower?

«L’idea nasce per colmare un vuoto di informazione che avvertivo. In quel periodo la Regione non aveva canali ufficiali dedicati alla promozione del territorio e così decisi di crearli io. Sapevo che il progetto avrebbe potuto avere successo, ma non avevo un obiettivo numerico preciso. Non immaginavo certamente di arrivare a questi numeri».

Secondo te perché la Campania funziona così tanto sui social e cosa la rende così forte dal punto di vista turistico e comunicativo?

«La Campania funziona perché oltre alle sue bellezze diffuse in tutta la regione può contare su territori che possiedono una notorietà internazionale straordinaria. Luoghi come Napoli, Capri e la Costiera Amalfitana sono presenti nella lista dei desideri di milioni di turisti nel mondo e questo contribuisce a dare visibilità all’intera regione».

Quanto è cambiato il turismo grazie a TikTok, Instagram e Facebook negli ultimi anni?

«I social hanno cambiato profondamente il turismo e questo è un dato di fatto. Da un lato hanno permesso a molti territori di essere scoperti e valorizzati, dando agli utenti la possibilità di conoscere e innamorarsi di luoghi che prima erano quasi sconosciuti. Dall’altro lato, però, esiste anche un aspetto meno positivo: spesso si arriva in una destinazione con la sensazione di averla già visitata, perché attraverso foto e video il viaggio è stato in qualche modo vissuto ancora prima di partire».

Oggi una struttura ricettiva, un ristorante o un’attività quanto può realmente crescere grazie ai contenuti social?

«Assolutamente tanto. I social hanno contribuito alla fortuna di moltissime attività. Ci sono aziende che, anche senza grandi investimenti economici, sono riuscite a farsi conoscere da un pubblico vastissimo semplicemente attraverso una comunicazione efficace e contenuti ben realizzati».

Qual è stato il video o il contenuto che vi ha fatto capire di aver creato qualcosa di davvero enorme?

«Fatico a individuare un singolo contenuto. Credo che la differenza l’abbia fatta soprattutto la costanza. Sono stati anni di pubblicazioni continue e tanti contenuti che, uno dopo l’altro, hanno contribuito a costruire qualcosa di importante. Non c’è stato un momento preciso, ma un percorso».

In questi anni hai scoperto luoghi della Campania che ti hanno sorpreso particolarmente o che meritavano molta più attenzione?

«Viaggiando molto ho la fortuna di scoprire continuamente posti nuovi. Ancora oggi riesco a sorprendermi davanti a luoghi che non conoscevo. Lo scorso autunno, ad esempio, sono andato alla ricerca del foliage e per la prima volta ho visitato il Matese. Ho scoperto un territorio meraviglioso. Credo che la montagna campana meriti molta più attenzione rispetto a quella che riceve attualmente».

C’è una destinazione campana ancora poco valorizzata che secondo te potrebbe esplodere turisticamente nei prossimi anni?

«Penso che il futuro del turismo campano passi soprattutto attraverso le aree interne. In questo senso l’entroterra cilentano rappresenta una grande opportunità, soprattutto per il turismo internazionale. Conserva ancora una forte autenticità, sta sviluppando strutture ricettive di qualità e, allo stesso tempo, si trova a poca distanza dal mare. È una combinazione che può rivelarsi molto attrattiva».

Qual è l’errore più comune che fanno strutture e attività quando comunicano online e cosa consigli invece per raccontarsi bene sui social?

«L’errore più frequente è improvvisarsi. Questo porta molte attività a copiarsi tra loro, a comunicare male, a realizzare contenuti controproducenti, a seguire trend che non hanno alcun senso per il proprio settore e a presidiare i social senza una strategia precisa. Spesso si punta soltanto a fare numeri, arrivando perfino a sacrificare la propria identità pur di ottenere visualizzazioni. Il consiglio che mi sento di dare è quello di studiare e affidarsi a professionisti competenti. Lo studio serve anche a distinguere i veri esperti da chi si improvvisa social media manager senza possedere le necessarie competenze».

Dalla promozione delle destinazioni più conosciute alla scoperta di borghi, montagne e territori ancora poco raccontati, Campania da Vivere continua a rappresentare una delle principali vetrine digitali della regione. Un progetto nato dall’intuizione di un giovane salernitano e diventato negli anni un punto di riferimento per chiunque voglia conoscere una Campania diversa, autentica e lontana dagli stereotipi, dimostrando quanto i social possano incidere concretamente sull’immagine e sull’attrattività di un territorio.

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