Prosegue il percorso di riconversione green dello stabilimento Fonderie Pisano di Fratte. La proprietà dell’azienda ha presentato allo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di Salerno la Scia edilizia e la documentazione progettuale per la realizzazione di due nuovi forni elettrici destinati a sostituire gli attuali impianti alimentati a carbone.
L’intervento rappresenta il fulcro del progetto di trasformazione tecnologica dello stabilimento, già depositato lo scorso 22 giugno alla Regione Campania. Il piano prevede la completa decarbonizzazione del ciclo produttivo attraverso l’installazione di moderni forni elettrici TRIAL ad alta efficienza energetica.
Nel dettaglio, il progetto prevede lo smantellamento degli attuali forni a carbone con la definitiva dismissione dei cubilotti e l’installazione di un impianto elettrico a induzione a media frequenza composto da tre forni: uno già esistente e autorizzato e due nuovi. Tutti gli impianti saranno collocati all’interno di alcuni vani industriali dello stabilimento. Secondo l’azienda, il nuovo sistema consentirà una significativa riduzione dell’impatto ambientale, con livelli di emissione fino a dieci volte inferiori rispetto a quelli attuali.
La proprietà sollecita inoltre l’esame del progetto da parte della Conferenza dei Servizi. Il piano di decarbonizzazione, depositato il 22 giugno, è stato presentato in attuazione dell’ordinanza n. 1870/2026 del Consiglio di Stato per superare le criticità evidenziate dalla Regione Campania in relazione alle BAT (Best Available Techniques), le migliori tecniche disponibili per garantire un elevato livello di tutela ambientale, criticità che hanno determinato l’interruzione dell’attività produttiva.
L’obiettivo dichiarato è quello di riprendere la produzione per salvaguardare i livelli occupazionali e preservare il patrimonio industriale dell’azienda, specializzata nella produzione di manufatti in ghisa destinati a commesse provenienti dall’Italia e dall’estero, compresi Dubai e gli Stati Uniti. La ripartenza, secondo la proprietà, rappresenta inoltre un passaggio fondamentale per poter realizzare il progetto di delocalizzazione dello stabilimento di Fratte, attraverso la creazione di un sito produttivo completamente green, conforme alla normativa europea e in grado di coniugare sviluppo, tutela dell’ambiente e salute.
«Chiediamo alla Regione Campania di convocare al più presto la Conferenza dei Servizi. Siamo impegnati in un processo di riconversione della nostra azienda per dimostrare che diritto alla salute e diritto al lavoro possono viaggiare insieme. Con questo obiettivo abbiamo presentato un progetto che prevede la decarbonizzazione dello stabilimento di Fratte e la conversione all’elettrico. La priorità è la ripresa della produzione perché solo così, dimostrando di avere un’azienda pienamente operativa e con un ridotto impatto ambientale, possiamo realizzare il progetto finale della delocalizzazione dello stabilimento di Fratte», afferma l’amministratore delegato delle Fonderie Pisano, Ciro Pisano.
L’azienda rende noto, infine, di aver analizzato i dati della centralina Arpac installata in prossimità dell’area industriale di Fratte, consultabili sul sito dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania. Secondo quanto riportato, nei mesi di aprile e maggio 2026, periodo in cui la fonderia era ferma, le concentrazioni medie di PM10 e PM2,5 sono risultate superiori rispetto a quelle registrate negli stessi mesi del 2025, quando lo stabilimento era regolarmente in attività.
Per l’azienda, la sospensione della produzione non è stata accompagnata da un cambiamento significativo e immediatamente percepibile nei dati rilevati dalla centralina. Pur non escludendo il contributo emissivo delle attività industriali presenti nell’area, la proprietà sostiene che i dati ufficiali non consentano di attribuire a una singola fonte la responsabilità prevalente dell’andamento degli inquinanti monitorati.












