Frana Mingardina, via ai lavori: la strada resta chiusa. Stanziola: «Massi in bilico»

Infante viaggi

Nulla da fare: Mingardina chiusa e disagi che si ripercuotono soprattutto sul comune di Camerota. La strada provinciale 562 non può essere riaperta. Lo hanno deciso nel pomeriggio di venerdì i rocciatori e i tecnici della Provincia dopo il summit al Comune di Centola con il sindaco, Carmelo Stanziola, che ricopre anche la carica di vice presidente della Provincia di Salerno. Il tratto di strada interessato da una frana lo scorso venerdì, all’altezza delle ‘Gole del Diavolo’ sul fiume Mingardo, ha bisogno di una messa in sicurezza. Ricade nel Comune di Celle di Bulgheria e già in passato è stato teatro di eventi simili. Il costone non è al sicuro e il pericolo di altre frane non è scongiurato, anzi. «Alcuni massi sono ancora in bilico ed è necessario un intervento di pulitura del costone – dichiara Stanziola a ‘La Città’ – la chiusura della Mingardina è stata inevitabile. I rocciatori sono già al lavoro e, condizioni meteo permettendo, lavoreranno ininterrottamente. I tempi di riapertura saranno ridotti al minimo. Ho chiesto di lavorare in maniera spedita e di permettere la riapertura velocemente».

I disagi maggiori si ripercuotono sul comune di Camerota e su Palinuro. Ora per raggiungere Camerota occorre imboccare lo svincolo di Centola lungo la strada provinciale 430 Cilentana oppure, per chi viaggia dal golfo di Policastro, scegliere la costa e poi l’entroterra. Quindi: Policastro, Scario, San Giovanni a Piro, Lentiscosa e infine Marina di Camerota. In entrambi i casi il tragitto si allunga e i tempi di percorrenza sono maggiori. Bisogna stare molto attenti, dunque, in caso di bisogno di soccorso. L’ospedale di Vallo della Lucania, infatti, si raggiunge attraversando il territorio comunale di Centola. Quello di Sapri, invece, da Lentiscosa. Purtroppo la Mingardina è una strada che è stata costruita in un territorio ad alto rischio idrogeologico. I movimenti franosi si verificano di continuo. Spesso c’è chi scende dall’auto e sposta volontariamente la pietra dalla carreggiata proprio per evitare lunghe chiusure e un semi isolamento spossante. Al vaglio della Provincia c’è un progetto all’avanguardia di circa 15 milioni di euro che – a detta di chi lo avrebbe visionato – potrebbe risolvere il problema in modo definitivo. A farne le spese sono sempre i pendolari e gli studenti costretti a spostare di qualche minuto indietro le lancette della sveglia e a tornare a casa più tardi e con sul groppone un viaggio tra le strade inerpicate, tortuose e talvolta pericolose del basso Cilento.

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