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23 Luglio 2026
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Giornalista ucciso: nuovi esami per stabilire se fosse vivo quando è stato bruciato

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Giornalista ucciso: nuovi esami per stabilire se fosse vivo quando è stato bruciato

Potrebbe esserci una svolta nelle indagini sull’omicidio di Luigi “Luca” Esposito, il giornalista sportivo di 53 anni trovato senza vita nelle campagne di località Cioffi, a Eboli. Gli investigatori stanno concentrando l’attenzione su un nuovo elemento emerso dall’analisi dei sistemi di videosorveglianza: in uno dei fotogrammi acquisiti lungo il tragitto percorso dalla vittima, si noterebbe la presenza di un’altra persona seduta sul lato passeggero della Lancia Y.

Si tratta di un dettaglio che potrebbe rivelarsi determinante per ricostruire le ultime ore di vita del giornalista. L’uomo ripreso accanto a Esposito potrebbe essere la persona che lo ha accompagnato fino al luogo dell’appuntamento mortale, chi lo avrebbe convinto a raggiungere la zona isolata di località Cioffi oppure un testimone in grado di fornire elementi decisivi agli inquirenti. Al momento nessuna ipotesi viene esclusa.

L’identificazione del passeggero rappresenta ora una delle priorità investigative. Gli accertamenti eseguiti finora sulla vettura, rinvenuta a circa cento metri dal punto in cui è stato scoperto il corpo carbonizzato, non avrebbero però restituito tracce o oggetti riconducibili con certezza a terze persone.

Parallelamente proseguono le ricerche del cellulare della vittima, ancora irreperibile. Gli investigatori ritengono che il dispositivo possa custodire informazioni fondamentali per chiarire il movente del delitto, dai contatti avuti nelle ore precedenti fino a eventuali fotografie, documenti o conversazioni utili a ricostruire gli ultimi spostamenti del giornalista.

Continuano inoltre le ricerche dell’arma o degli oggetti utilizzati durante l’aggressione. Nei giorni scorsi sono stati eseguiti sopralluoghi anche nelle aree circostanti il luogo del delitto, alla ricerca di elementi che possano essere stati abbandonati dall’autore o dagli autori dell’omicidio.

Importanti indicazioni sono arrivate anche dall’autopsia. Gli esami hanno confermato la presenza di numerose fratture, dal cranio al volto, fino al bacino e alla zona pelvica, compatibili con un violento pestaggio. Resta però ancora da chiarire un aspetto centrale dell’inchiesta: se Esposito fosse già morto quando il corpo è stato cosparso di liquido infiammabile e dato alle fiamme oppure se fosse ancora in vita.

Per rispondere a questo interrogativo saranno necessari ulteriori approfondimenti tossicologici, istologici e genetici. Gli accertamenti serviranno anche a stabilire con precisione l’orario della morte, verificare l’eventuale presenza di sostanze nell’organismo e completare definitivamente l’identificazione attraverso il confronto del DNA con quello dei familiari.

Gli esami eseguiti finora sembrano invece escludere che il giornalista sia stato ucciso con un colpo d’arma da fuoco o mediante strangolamento, non essendo emersi elementi compatibili con queste modalità.

Sul fronte investigativo continua anche l’attività di ricostruzione della vita personale e professionale della vittima. Gli inquirenti stanno verificando ogni aspetto delle relazioni e delle attività svolte da Esposito negli ultimi mesi, nella convinzione che proprio in quel contesto possa nascondersi la chiave per individuare il movente e arrivare ai responsabili di un delitto che continua a presentare numerosi interrogativi.

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