22 Gennaio 2026

Giornata mondiale dell’educazione: in Campania il 43% dei minori a rischio esclusione sociale

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Giornata mondiale dell’educazione: in Campania il 43% dei minori a rischio esclusione sociale

In Italia la povertà educativa si radica già nei primi anni di vita e tende ad aggravarsi con il passare del tempo: l’accesso ai servizi per la prima infanzia resta diseguale e, negli anni successivi, cresce il rischio di dispersione scolastica. In occasione della Giornata Internazionale dell’Educazione, Mission Bambini richiama l’attenzione su una crisi che a livello nazionale riguarda circa un milione di minori e rafforza il proprio impegno a supporto dell’infanzia attraverso le Stelle Mission Bambini, una rete di centri educativi attivi nei territori più vulnerabili del Paese.

In Campania, la povertà educativa si inserisce in un contesto di forte fragilità sociale: oltre il 43% dei minori vive in condizioni di rischio di povertà o esclusione sociale, una delle incidenze più alte in Italia. Una condizione che incide direttamente sull’accesso alle opportunità educative, a partire dai servizi per la prima infanzia.

Proprio nei primi anni di vita emergono le criticità più evidenti. In Campania la copertura dei servizi educativi per la fascia 0–3 anni resta tra le più basse del Paese, ben al di sotto degli obiettivi europei, e molte famiglie non riescono ad accedere a un nido o a un servizio educativo integrativo. A livello nazionale, quasi il 60% delle strutture per la prima infanzia segnala la presenza di liste d’attesa, a conferma di un’offerta insufficiente rispetto ai bisogni.

Con la crescita, questa fragilità si traduce spesso in difficoltà nei percorsi scolastici. In Campania in particolare, il numero di ragazzi e ragazze che abbandonano precocemente la scuola, tra i 18 e i 24 anni, è più alto della media nazionale arrivando al 15% degli studenti. Accanto a questo dato, resta cruciale la qualità degli apprendimenti: la dispersione implicita – cioè studenti che arrivano alla fine del percorso senza competenze fondamentali adeguate – sfiora il 9%, quasi uno studente su dieci, con differenze territoriali che continuano a penalizzare le aree più fragili.

«Quando mancano servizi nei primi anni e punti di riferimento educativi stabili negli anni successivi, le disuguaglianze tendono ad accumularsi – dichiara Stefano Oltolini, Direttore Generale di Mission Bambini – Per questo lavoriamo in modo continuativo, insieme a scuole e partner del territorio: l’obiettivo è intercettare i bisogni presto e accompagnare bambini e ragazzi nel tempo, non solo intervenire quando la difficoltà è già diventata emergenza».

Le Stelle Mission Bambini sono centri educativi sostenuti da Mission Bambini e realizzati insieme a partner locali nei contesti più fragili: offrono servizi e percorsi continuativi per bambini e ragazzi, dalla prima infanzia all’adolescenza, con attività educative, supporto allo studio e accompagnamento alle famiglie, contribuendo a prevenire l’abbandono e a rafforzare le opportunità di apprendimento nei territori più
vulnerabili.

Oggi la rete conta 27 Stelle Mission Bambini attive in 15 città italiane, tra cui Napoli, Roma, Milano, Bari e Catania. A Napoli sono attive 2 Stelle Mission Bambini, che solo nell’ultimo anno scolastico hanno sostenuto oltre 600 bambini e ragazzi, in collaborazione con scuole, enti del Terzo Settore e servizi territoriali.

«Dietro ogni numero c’è una storia concreta: famiglie che non trovano posto al nido, bambini che faticano a recuperare competenze di base, adolescenti che rischiano di interrompere il proprio percorso – conclude Stefano Oltolini – Le Stelle Mission Bambini nascono dall’esperienza maturata in anni di lavoro sul territorio e dalla collaborazione con realtà locali che conoscono bisogni e risorse delle comunità. È questo che rende efficace un intervento: continuità, prossimità e alleanze educative solide».

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