C’è un paradosso tutto italiano nel mondo dell’automobile: mentre il nostro Paese ha progressivamente perso peso nella produzione industriale di massa, il suo nome continua a esercitare un fascino straordinario nell’automotive internazionale.
Ferrari, Lamborghini, Maserati, Alfa Romeo, Fiat, Ducati e Pirelli sono marchi che raccontano una storia fatta di passione, ingegno e capacità imprenditoriale. Ma dietro questi nomi ci sono anche persone che, con le loro decisioni, stanno contribuendo a scrivere il futuro dell’industria.
Alcune guidano grandi gruppi internazionali, altre disegnano le automobili più desiderate, altre ancora dirigono squadre e organizzazioni che rappresentano il vertice del motorsport mondiale.
Non è una classifica, ma una selezione di nove personalità italiane che meritano attenzione per il ruolo che ricoprono e per la loro capacità di incidere sul settore.
John Elkann, il peso della grande industria
È uno dei protagonisti più importanti dell’automotive internazionale. John Elkann, presidente di Stellantis e Ferrari, è il rappresentante di una tradizione industriale che ha attraversato generazioni, ma anche un interprete di una nuova stagione imprenditoriale.
Attraverso Exor, la holding della famiglia Agnelli, esercita un’influenza che va ben oltre il settore automobilistico. La sua attività riguarda alcuni dei marchi più importanti dell’industria mondiale.
La sfida più delicata è quella di Stellantis, gruppo nato dalla fusione tra FCA e PSA, chiamato a trovare un equilibrio tra marchi, mercati, tecnologie e identità industriali differenti.
Elkann rappresenta uno dei principali punti di riferimento del capitalismo italiano e una figura imprescindibile per comprendere gli equilibri dell’automobile contemporanea.
Antonio Filosa, la sfida di rilanciare Stellantis
È uno dei manager italiani con le maggiori responsabilità industriali a livello internazionale. Antonio Filosa è amministratore delegato di Stellantis dal giugno 2025, dopo una lunga carriera all’interno del gruppo.
Ingegnere, laureato al Politecnico di Milano, ha maturato una parte importante della propria esperienza in America Latina, dove ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità fino alla guida di Jeep.
Oggi ha davanti una delle sfide più complesse dell’automotive: rilanciare la competitività di un gruppo che comprende marchi come Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Maserati, Peugeot, Citroën, Opel e Jeep.
La sua conoscenza diretta delle diverse realtà industriali del gruppo rappresenta un elemento importante per affrontare una fase caratterizzata da trasformazioni tecnologiche, nuove pressioni competitive e mercati in continua evoluzione.
Il suo lavoro sarà determinante per capire quale spazio potrà continuare ad avere l’industria automobilistica italiana nel panorama internazionale.
Benedetto Vigna, la tecnologia incontra il Cavallino
Fisico di formazione, con una lunga esperienza nel settore dei semiconduttori e della microelettronica, Benedetto Vigna rappresenta una figura particolare nel panorama automobilistico.
Dal settembre 2021 è amministratore delegato di Ferrari. Il suo percorso professionale è diverso da quello dei tradizionali manager dell’automobile: prima di arrivare a Maranello ha lavorato per STMicroelectronics, dove ha maturato una profonda esperienza nelle tecnologie dei sensori e dei sistemi elettronici.
La sua missione è accompagnare Ferrari in una fase di profonda trasformazione tecnologica, mantenendo intatti i valori che hanno reso il marchio un’icona mondiale.
Elettrificazione, software, innovazione e nuove architetture tecnologiche sono temi centrali per il futuro del Cavallino Rampante. La sfida consiste nel far evolvere il prodotto senza perdere quell’identità fatta di prestazioni, emozione e carattere che distingue Ferrari da qualsiasi altro costruttore.
Flavio Manzoni, quando il design diventa arte
Se c’è un italiano che contribuisce a definire l’immagine dell’automobile italiana nel mondo, è Flavio Manzoni.
Architetto e designer, è il Chief Design Officer di Ferrari. Il suo lavoro ha contribuito a definire l’identità visiva delle vetture di Maranello contemporanee, attraverso un linguaggio che combina ricerca aerodinamica, tecnologia e sensibilità artistica.
Il design automobilistico non è soltanto una questione estetica: deve dialogare con le prestazioni, con l’ingegneria e con le esigenze funzionali.
Manzoni interpreta questa complessità trasformando le esigenze tecniche in forme riconoscibili. Le sue creazioni dimostrano quanto il talento creativo italiano continui a essere apprezzato anche nei mercati più competitivi.
In un’epoca nella quale molte automobili rischiano di assomigliarsi, la capacità di costruire un’identità stilistica distintiva rappresenta un valore fondamentale.
Stefano Domenicali, dall’Emilia alla guida della Formula 1
La sua storia professionale è profondamente legata a Maranello. Stefano Domenicali entra in Ferrari nel 1991 e, dopo aver ricoperto diversi incarichi, diventa team principal della Scuderia nel 2008.
Nel 2021 arriva la nomina a presidente e amministratore delegato della Formula 1.
Un passaggio significativo: da protagonista di una delle squadre più prestigiose della storia delle corse a responsabile dell’intero campionato mondiale.
Nato a Imola, laureato in Economia all’Università di Bologna, Domenicali ha saputo trasformare la propria esperienza nel motorsport in una carriera manageriale internazionale.
Oggi il suo compito è far crescere la Formula 1 come competizione sportiva, spettacolo globale e piattaforma commerciale. Il rinnovo del suo accordo fino al 2029 conferma la fiducia riposta nella sua guida.
Andrea Stella, l’ingegnere italiano che guida McLaren
Nel mondo della Formula 1 c’è un altro italiano che merita particolare attenzione: Andrea Stella.
Ingegnere aerospaziale, con un dottorato in ingegneria meccanica, ha costruito la propria carriera nel motorsport lavorando prima in Ferrari e successivamente in McLaren.
A Maranello ha seguito piloti del calibro di Michael Schumacher, Kimi Räikkönen e Fernando Alonso, ricoprendo ruoli tecnici di grande responsabilità.
Nel dicembre 2022 è diventato team principal della squadra britannica. Sotto la sua direzione McLaren è tornata ai vertici della Formula 1, conquistando il titolo Costruttori nel 2024 e nel 2025 e quello Piloti nel 2025.
La sua storia è quella di un talento ingegneristico italiano capace di affermarsi ai massimi livelli di un ambiente internazionale estremamente selettivo.
Claudio Domenicali, Ducati e il successo del Made in Italy
Non soltanto automobili. Per raccontare l’influenza italiana nel mondo dei motori bisogna necessariamente passare da Ducati.
Claudio Domenicali, amministratore delegato della casa motociclistica di Borgo Panigale dal 2013, è uno dei protagonisti della crescita internazionale del marchio.
Ingegnere di formazione, è entrato in Ducati nel 1991 e ha attraversato diverse fasi della storia aziendale, occupandosi dello sviluppo dei prodotti e dell’evoluzione tecnica di Ducati Corse prima di assumere la guida dell’azienda.
Sotto la sua direzione Ducati ha consolidato la propria posizione nel segmento premium e nel motorsport, diventando un riferimento mondiale per tecnologia, prestazioni e immagine.
La sua storia dimostra come il modello italiano di eccellenza possa funzionare anche al di fuori del mondo delle quattro ruote.
Marco Tronchetti Provera, una vita nell’industria
Parlare di automobile significa parlare anche di componentistica, ricerca, materiali e tecnologie. In questo scenario Pirelli rappresenta una delle eccellenze industriali italiane più riconosciute a livello internazionale.
Marco Tronchetti Provera è una figura centrale nella storia recente dell’azienda. Entrato in Pirelli nel 1986, ne ha assunto la guida operativa nel 1992, accompagnandone la trasformazione e l’espansione internazionale.
Dal 30 giugno 2026 ricopre la carica di presidente esecutivo del gruppo, con responsabilità strategiche e di supervisione.
Il suo percorso racconta una storia imprenditoriale che ha attraversato decenni di cambiamenti nell’industria, nella finanza e nei mercati internazionali.
Pirelli continua a essere un nome di riferimento per il mondo automobilistico, grazie alla ricerca sui materiali, allo sviluppo tecnologico e al rapporto storico con le competizioni.
Andrea Casaluci, il futuro passa anche dagli pneumatici
Alla guida operativa di Pirelli c’è Andrea Casaluci, amministratore delegato confermato nel giugno 2026.
La sua carriera si è sviluppata interamente all’interno del gruppo, dove ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità, maturando una conoscenza approfondita dei mercati e delle dinamiche industriali.
La sua sfida riguarda un settore nel quale lo pneumatico è diventato un componente sempre più sofisticato. Le nuove motorizzazioni, soprattutto elettriche, richiedono soluzioni specifiche in termini di resistenza al rotolamento, rumorosità, durata e gestione delle prestazioni.
Ricerca e sviluppo, innovazione dei materiali e digitalizzazione sono elementi fondamentali per mantenere la competitività di un marchio storico come Pirelli.
Una dimostrazione di come anche un componente apparentemente tradizionale possa diventare protagonista della trasformazione tecnologica dell’automobile.
Il talento italiano non ha perso la sua strada
Queste nove storie raccontano un’Italia automobilistica che non si esaurisce nei numeri della produzione e nelle difficoltà dell’industria nazionale.
C’è un’Italia che progetta, dirige, innova e compete. Un’Italia che continua a esprimere competenze riconosciute a livello internazionale, dalla gestione dei grandi gruppi al design, dalla tecnologia alle competizioni.
Il futuro dell’automobile sarà probabilmente molto diverso da quello che abbiamo conosciuto: elettrico, connesso, sempre più influenzato dall’intelligenza artificiale e da nuovi equilibri industriali.
Ma una cosa resta: per capire dove sta andando il mondo dei motori, bisogna continuare a guardare anche all’Italia e alle persone che ne rappresentano il talento.
Perché, nonostante tutte le trasformazioni, il contributo italiano alla storia dell’automobile è tutt’altro che finito.







