Sole, luna, acqua, fuoco, terra. Nel Cantico delle Creature, composto da Francesco d’Assisi nei primi decenni del XIII secolo, gli elementi della natura diventano parte di una grande lode a Dio. Conosciuto anche come Cantico di Frate Sole, il testo è considerato uno dei primi componimenti poetici della letteratura italiana e continua a essere letto per il suo messaggio di fraternità e rispetto verso il creato.
Il Cantico nasce in un momento difficile della vita di Francesco. Secondo la tradizione, fu composto in parte a San Damiano, negli ultimi anni della sua vita, quando il santo era malato e quasi cieco. Nonostante la sofferenza personale, Francesco rivolge lo sguardo al mondo che lo circonda e individua nella natura una realtà da accogliere con gratitudine.
Il testo si apre con la celebrazione del “frate Sole”, presentato come luminoso e bello e associato alla grandezza del Creatore. Seguono la “sora Luna”, le stelle, il vento, l’aria, l’acqua, il fuoco e la terra. Gli elementi naturali non sono descritti soltanto per le loro caratteristiche fisiche: vengono chiamati “fratello” e “sorella”, in una rappresentazione del creato fondata sulla relazione.
È proprio questa idea di fraternità a rendere il Cantico particolarmente interessante anche nella società contemporanea. Francesco non presenta l’essere umano come un individuo separato dalla natura, ma come parte di una realtà più ampia. Il rapporto con il creato viene così inserito in una dimensione di responsabilità e riconoscenza.
Il testo, però, non è un trattato sull’ambiente nel senso moderno del termine. Francesco non poteva naturalmente affrontare questioni come il cambiamento climatico, l’inquinamento o la perdita della biodiversità. Il suo messaggio può tuttavia essere riletto alla luce delle sfide ambientali contemporanee, mettendo in evidenza il valore attribuito alla natura e la necessità di un rapporto non fondato soltanto sul possesso e sullo sfruttamento.
Nel Cantico compare anche una dimensione sociale. Francesco parla infatti della capacità di perdonare e di sopportare le difficoltà, prima di arrivare alla celebrazione di “sorella nostra morte corporale”. La fraternità proposta dal testo non riguarda quindi soltanto gli elementi naturali, ma si estende ai rapporti tra le persone.
Questa interpretazione ha avuto una particolare fortuna negli ultimi decenni. Il riferimento a Francesco è entrato anche nel dibattito contemporaneo sulla responsabilità ambientale e sul rapporto tra sviluppo, povertà e tutela del pianeta. Nel 2015 papa Francesco ha scelto proprio l’incipit latino del Cantico, Laudato si’, come titolo della sua enciclica dedicata alla cura della casa comune.
Il legame tra Francesco d’Assisi e la sensibilità ecologica contemporanea va dunque letto come una rilettura di un messaggio medievale alla luce delle esigenze del presente. Il Cantico non offre soluzioni tecniche ai problemi ambientali, ma propone una prospettiva: considerare la natura non soltanto come una risorsa, bensì come una realtà con cui l’uomo è profondamente legato.
A più di otto secoli dalla sua composizione, il Cantico delle Creature conserva così una particolare capacità di parlare al presente. La sua forza sta nella semplicità delle immagini e in un’idea essenziale: il mondo naturale non è soltanto qualcosa da utilizzare, ma anche qualcosa da riconoscere, rispettare e custodire.












