Nel territorio di Lentiscosa, frazione collinare del comune di Camerota, sopravvive una delle colture più antiche e identitarie della Campania: il maracuoccio. Si tratta di un legume povero ma nutrizionalmente ricco, appartenente alla specie Lathyrus sativus, coltivato da secoli in piccole parcelle terrazzate e tramandato di generazione in generazione.
Oggi il Maracuoccio di Lentiscosa è riconosciuto come Presidio Slow Food, un progetto che tutela prodotti alimentari a rischio di scomparsa e promuove pratiche agricole sostenibili legate ai territori di origine.
Una coltura resistente e storica
Il maracuoccio è una leguminosa particolarmente resistente alla siccità e ai terreni poveri, caratteristica che ne ha favorito la diffusione nelle aree interne del Cilento, dove l’agricoltura tradizionale ha sempre dovuto fare i conti con condizioni ambientali difficili.
Per secoli ha rappresentato una risorsa fondamentale nell’alimentazione locale, soprattutto nei periodi di scarsità, grazie al suo alto contenuto proteico e alla capacità di crescere senza particolari esigenze agronomiche.
La riscoperta di un prodotto identitario
Dopo un progressivo declino nel secondo dopoguerra, legato allo spopolamento delle aree rurali e all’abbandono delle coltivazioni tradizionali, il maracuoccio è stato riscoperto negli ultimi decenni grazie all’impegno di agricoltori locali e associazioni del territorio.
La sua valorizzazione ha portato alla nascita di una piccola filiera che coinvolge produttori, ristoratori e comunità locali, con l’obiettivo di preservarne la coltivazione e tramandarne l’uso gastronomico.
La maracucciata
Questo antico legume è legato a una preparazione tradizionale locale: la maracucciata, una polenta ottenuta cuocendo una farina composta per metà da maracuoccio e per l’altra metà da grano. Il tutto arricchito con olio extravergine, crostini di pane, cipolla, aglio e peperoncino che trasforma un piatto semplice in una prelibatezza dal perfetto equilibrio nutrizionale












