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Il progetto dell’alta velocità taglia fuori il Cilento. Nasce comitato di protesta

di Redazione

di Marianna Vallone

Un gruppo Facebook «Alta Velocità nel Cilento». Un numero molto ampio di aderenti, oltre mille in pochissimi giorni. Un appello a chiudere il cerchio: «difendere un territorio». La protesta è contro il progetto della “Ferrovia Tirrenica Meridionale Salerno – Reggio Calabria” che, almeno su carta, è stato fatto e prevede una nuova linea di alta velocità che bypasserebbe il Cilento.

«E’ una battaglia di civiltà», dicono i promotori che a breve formalizzeranno la nascita di un comitato, l’obiettivo è lapalissiano: impedire che RFI possa tagliare fuori la parte a sud della provincia di Salerno dalla via di comunicazione su ferro.

La sintesi in poche parole della protesta sul web è questa: «Dopo lo scippo dell’autostrada e dell’università vogliono toglierci pure le ferrovie? Pensare di tagliare fuori dalle grandi vie di comunicazione un’area che va da Battipaglia a Sapri è davvero criminale. – spiegano – L’ unica fermata della nuova Linea di Alta Velocità a sud di Napoli sarebbe Fisciano, per poi proseguire fino a Praja a Mare. Un’offesa alla storia ed alla geografia. Una condanna alla morte civile. Non ci resta che fare appello alle nostre forze e di rivendicare i nostri diritti. Occorre che i sindaci, i parlamentari, i consiglieri provinciali e regionali, i cittadini tutti, rompano gli indugi, senza condizionamenti di bandiera o di schieramento. A maggior ragione che ci accingiamo a veder nascere un governo di larghe intese. E’ il tempo del coraggio, delle scelte, dell’orgoglio».

«E’ un’idea senza alcuna condivisione. – spiega Egidio Marchetti, tra i promotori del gruppo – E’ un progetto senza rivendicazione di paternità. Nessuno è stato consultato. Chi ha avuto un ruolo? – evidenzia Marchetti – Daremo vita a tutte le iniziative possibili, tecniche e legali, affinché questo non avvenga».

Un movimento di protesta con le idee chiare, che si evolverà nel prossimo futuro in un comitato. E come si esprimono, invece, le voci politiche?  Simone Valiante, presidente del Consac Ies, ha scritto a Enrico Giovannini, ministro Infrastrutture e Trasporti, al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e ad Anna Masutti, presidente del Cda di RFI per chiedere spiegazioni, evidenziando che il tracciato ipotizzato lascerebbe fuori un territorio di eccezionale valenza turistica, patrimonio Unesco.

Ai microfoni di Set Tv, Valiante ha detto che «C’è un progetto di RFI del 2016 che riguardava l’adeguamento della rete attuale con la famosa variante Ogliastro-Sapri, che avrebbe consentito (con costi diversi dall’ipotesi nuova) di realizzare una rete dall’alta capacità per tutto il Mezzogiorno d’Italia. Un progetto che aveva fatto RFI, ed ora deve spiegarci che cosa è accaduto nel frattempo».

Un progetto che sarebbe stato stracciato a favore di uno nuovo, che non prevede, tra l’altro nessuna fermata nel Vallo di Diano. Il nuovo tracciato ipotizzato vedrebbe la nascita di una stazione AV nei pressi di Fisciano o Baronissi e poi direttamente una nuova stazione nei pressi di Praja. La nuova linea, in pratica, baypasserebbe anche Battipaglia, sede storica di interconnessione. Due scali considerati a distanza di oltre 150 chilometri senza considerare il baricentro del territorio.

Il progetto è arrivato nei giorni scorsi in Commissione Ambiente e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati. «Ho dubbi che RFI abbia fatto un intervento di questo tipo su una grande infrastruttura del futuro senza consultare le Regioni interessate». Nella lettera Valiante dice anche che il tratto ipotizzato del 2016 aveva una valenza rispetto ad una economia turistica di più regioni, che coinvolgeva anche la Basilicata. Su questo progetto nuovo quali studi sono stati fatti? Giustificano gli investimenti nuovi?».

Il deputato Piero De Luca ha chiesto al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti di convocare con la massima urgenza un tavolo di confronto tra il Commissario straordinario dell’opera, la Regione Campania e le amministrazioni locali interessate. Sarà presentata anche un’interrogazione parlamentare da Gigi Casciello, deputato di Forza Italia.

Anche la Provincia di Salerno è scesa in campo. Il vicepresidente e sindaco di Centola Carmelo Stanziola, e i consiglieri provinciali hanno chiesto all’ordine del giorno del prossimo consiglio di affrontare la questione dell’alta velocità nel Cilento.

Si è fin sa subito mobilitata la Comunità Montana Bussento, Lambro e Mingardo con una nota inviata ai parlamentari salernitani. Ora il presidente Vincenzo Speranza ha convocato i sindaci dei 24 comuni dell’ente montano.

Fattivo l’intervento del consigliere regionale della Lega Attilio Pierro. «Ci siamo immediatamente attivati per capire e scongiurare un progetto che rischia di tagliare fuori dalla tratta del trasporto veloce su ferro, un intero territorio, già penalizzato da una rete stradale poco efficace per le moderne necessità di collegamenti, soprattutto con i plessi ospedalieri. La regione in questo da tempo ignora i nostri appelli. Ho chiesto di verificare progetti alternativi e pare che vi siano degli spiragli. Siamo pronti a dare il nostro contributo».

Intervento anche del senatore M5S Franco Castiello, che insieme ai colleghi Adelizzi, Gaudiano e Cammarano, ha richiesto un incontro urgente al Commissario delegato dell’opera, al fine di avere chiarimenti in merito a questa scelta progettuale.

Anche SapriDemocratica, guidata da Giuseppe Del Medico, aveva subito lanciato un appello agli amministratori locali, ai consiglieri regionali, e ai parlamentari di «Bloccare il progetto di RFI».

Nei giorni scorsi il Comitato ha incontrato i vertici dell’Ente Parco, il quale nel prossimo consiglio direttivo delibererà contro questa decisione a favore del progetto del 2016.

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