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7 Settembre 2026
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Il viaggio inizia prima della partenza: le app per pianificare il giro in moto

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Il viaggio inizia prima della partenza: le app per pianificare il giro in moto

Per un motociclista, arrivare a destinazione non è sempre la parte più importante del viaggio. Spesso il vero obiettivo è la strada: curve, passi di montagna, panorami, strade secondarie e quei percorsi che permettono di trasformare anche una semplice uscita di una giornata in una piccola avventura. Per questo, quando si pianifica un itinerario in moto, un normale navigatore può non essere sufficiente.

Esistono app e strumenti progettati proprio per aiutare i motociclisti a costruire percorsi in base alle proprie preferenze, privilegiando le strade tortuose, evitando autostrade e principali arterie quando possibile e consentendo di organizzare in anticipo tappe e soste.

Calimoto, pensata per chi cerca le curve

Tra le applicazioni più conosciute nel mondo del mototurismo c’è calimoto, che permette di pianificare itinerari sia dall’app sia dal computer. Uno degli elementi distintivi è la possibilità di costruire percorsi privilegiando le strade tortuose e di generare anche itinerari ad anello quando si vuole semplicemente partire e tornare al punto di partenza.

L’app offre inoltre la navigazione passo-passo con indicazioni vocali e, nelle funzioni previste dal piano Premium, la possibilità di utilizzare le mappe offline, registrare e analizzare i propri viaggi e importare ed esportare percorsi in formato GPX.

È quindi uno strumento interessante soprattutto per chi non vuole limitarsi a trovare il percorso più rapido, ma vuole trasformare la navigazione in parte integrante dell’esperienza di viaggio.

Kurviger, per costruire il percorso nei dettagli

Un’altra soluzione particolarmente orientata al mondo delle due ruote è Kurviger. La piattaforma consente di scegliere quanto tortuoso deve essere il percorso, con diversi profili che vanno dal tragitto più rapido a quello più ricco di curve.

Un aspetto interessante è la possibilità di decidere quali strade evitare: autostrade, strade principali, pedaggi, traghetti, strade strette o non asfaltate possono essere esclusi in fase di pianificazione. È inoltre possibile inserire punti intermedi, visualizzare informazioni sull’altitudine e importare percorsi GPX.

Kurviger permette anche di creare automaticamente itinerari circolari, una funzione utile quando si vuole programmare un giro senza avere una destinazione precisa ma soltanto una distanza o una zona da esplorare. La piattaforma offre inoltre mappe offline e navigazione vocale nell’app.

Non solo app: il ruolo del GPX

Per chi organizza viaggi più complessi, uno degli strumenti più utili rimane il formato GPX, utilizzato per salvare e trasferire percorsi, tracce e punti di interesse.

Il vantaggio è quello di poter preparare l’itinerario con calma sul computer, modificarlo e poi trasferirlo sullo smartphone o su un dispositivo di navigazione compatibile. È particolarmente utile anche quando si viaggia in gruppo: avere a disposizione lo stesso tracciato permette di condividere più facilmente il percorso programmato.

Il GPX, però, non deve essere considerato una garanzia assoluta. Prima di partire è sempre opportuno verificare le condizioni reali della strada, eventuali chiusure e la possibilità che il percorso originariamente pianificato non sia più percorribile.

Mappe offline: una precauzione importante

Uno degli aspetti da considerare nella scelta dell’app è la possibilità di utilizzare le mappe anche senza connessione. Quando si attraversano zone di montagna, aree rurali o territori con copertura telefonica discontinua, avere il percorso già disponibile sul dispositivo può fare la differenza.

Calimoto e Kurviger, per esempio, prevedono funzionalità di navigazione e mappe offline nei rispettivi servizi dedicati.

Scaricare le mappe prima della partenza è quindi una buona abitudine, soprattutto per i viaggi più lunghi. Meglio inoltre non affidarsi esclusivamente allo smartphone: una batteria esterna o un sistema di alimentazione sulla moto possono evitare di ritrovarsi senza navigazione proprio nel momento meno opportuno.

Come costruire un buon itinerario

La tecnologia può aiutare molto, ma la qualità del percorso dipende anche da come viene pianificato. Prima di partire conviene stabilire innanzitutto quanto tempo si vuole trascorrere effettivamente in sella.

Una giornata con 300 chilometri quasi tutti su strade veloci è molto diversa da una con la stessa distanza distribuita tra strade di montagna e percorsi tortuosi. Il chilometraggio, quindi, non dovrebbe essere l’unico parametro da considerare: contano anche il tipo di strada, il dislivello, le soste e il ritmo che si vuole mantenere.

È utile poi inserire nel percorso alcuni punti di riferimento: un passo, un belvedere, un paese da attraversare, un’area di servizio o un ristorante. In questo modo il navigatore diventa uno strumento per seguire un itinerario ragionato, anziché semplicemente indicare la strada più breve tra due località.

La regola più importante: lasciare spazio all’imprevisto

Anche il miglior pianificatore non può prevedere tutto. Una strada può essere chiusa, il meteo può cambiare e una deviazione può rendere impossibile seguire esattamente il percorso programmato.

Per questo le app dovrebbero essere considerate come strumenti di supporto, non come sostituti dell’attenzione del motociclista. Controllare il percorso prima della partenza, scaricare le mappe, verificare le principali tappe e avere un’alternativa pronta sono accorgimenti semplici che possono rendere il viaggio più tranquillo.

Alla fine, il vantaggio delle moderne app per motociclisti è proprio questo: permettono di programmare con maggiore precisione senza togliere alla strada quella componente di libertà che rende speciale un viaggio in moto. L’itinerario può essere studiato nei dettagli, ma una volta acceso il motore resta sempre la possibilità di scegliere una curva in più, una strada diversa o una sosta imprevista.

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