Per i veicoli immatricolati all’estero ma utilizzati stabilmente in Italia potrebbe arrivare anche l’obbligo di stipulare una polizza Rc auto con una compagnia italiana o comunque autorizzata a operare nel nostro Paese. La misura è contenuta nel testo-base del nuovo Codice della strada, anticipato da Quattroruote, e si aggiunge agli obblighi già previsti per i veicoli registrati al Reve, il Registro dei veicoli esteri.
Si tratta, al momento, di una bozza sulla quale le associazioni di categoria potranno presentare osservazioni entro il 13 settembre. L’obiettivo indicato dai ministeri dell’Interno e dei Trasporti è intervenire sulla cosiddetta “esterovestizione” dei veicoli, una pratica che consiste nell’intestazione formale del mezzo a una società estera e nel successivo utilizzo in Italia attraverso formule di noleggio o leasing.
Il fenomeno si è sviluppato negli anni attraverso diversi Paesi: dalle targhe tedesche si è passati a quelle bulgare e, più recentemente, a quelle polacche. Il ricorso a veicoli immatricolati all’estero può consentire di beneficiare di costi inferiori per imposte e assicurazione e, in alcuni casi, di rendere più complesse le procedure di notifica delle sanzioni oltreconfine.
La nuova previsione riguarda in particolare il requisito assicurativo. Una volta iscritto il veicolo al Reve, l’obbligo di assicurazione potrebbe essere assolto esclusivamente attraverso un contratto stipulato con un’impresa italiana o autorizzata a operare in Italia. La compagnia dovrà quindi risultare negli elenchi Ivass.
La misura non introduce un divieto per le targhe straniere, ma stabilisce un requisito per i veicoli che rientrano nell’obbligo di registrazione. La stretta si aggiunge a quella entrata in vigore il 25 maggio, quando all’iscrizione al Reve è stato collegato anche il pagamento dell’Ipt.
Il fenomeno risulta particolarmente concentrato in Campania. Secondo le stime riportate nelle informazioni disponibili, sarebbero diverse decine di migliaia i veicoli con targa straniera utilizzati abitualmente in Italia e, delle circa 53mila targhe straniere presenti nel Paese, circa 35mila sarebbero registrate a Napoli.
Parallelamente sono stati rafforzati i controlli sui veicoli con targa polacca. Una circolare del ministero dell’Interno del 13 agosto ha comunicato la disponibilità di collegamenti telematici con i portali del governo polacco. Le forze dell’ordine italiane possono così consultare i dati relativi alle carte di circolazione, alla copertura Rc auto e alle patenti rilasciate in Polonia, rendendo più rapide le verifiche sulla regolarità dei mezzi.
Sul tema è intervenuto il sottosegretario al Mit Tullio Ferrante, che ha sottolineato la necessità di intervenire sull’uso improprio delle targhe straniere, con particolare riferimento al Mezzogiorno.
«L’uso improprio delle auto con targa straniera è un fenomeno che dilaga soprattutto al Mezzogiorno, dove sono sempre più numerosi i casi di “esterovestizione” per eludere gli obblighi previsti», ha dichiarato Ferrante al Corriere del Mezzogiorno. Secondo il sottosegretario, il ministero intende intervenire «nel rispetto delle convenzioni internazionali» per garantire che chi utilizza stabilmente in Italia un veicolo con targa estera sia tracciabile, attraverso una copertura assicurativa italiana o autorizzata nel nostro Paese e l’immatricolazione del mezzo oppure la registrazione al Reve.
«L’utilizzo della targa estera non può diventare uno strumento per sottrarsi alle regole», ha aggiunto Ferrante, spiegando che sul fronte assicurativo l’obiettivo è anche evitare coperture con massimali molto bassi e garantire una tutela adeguata in caso di incidente.
«Vogliamo quindi garantire che chi circola stabilmente sulle nostre strade sia adeguatamente coperto e che le eventuali vittime di un sinistro non si trovino prive di una tutela adeguata», ha affermato il sottosegretario.
Per Ferrante, la linea del Mit punta dunque su «più controlli, tracciabilità e adeguate garanzie assicurative» per chi utilizza stabilmente un veicolo con targa estera. «Si tratta di intervenire per contrastare gli abusi e salvaguardare chi rispetta le regole», ha concluso.












