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7 Ottobre 2026
7 Ottobre 2026

Mobilità sostenibile, gli italiani vogliono più bici e trasporto pubblico

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Mobilità sostenibile, gli italiani vogliono più bici e trasporto pubblico

L’auto continua a essere il mezzo più utilizzato dagli italiani, anche per gli spostamenti brevi. Allo stesso tempo, cresce la disponibilità a scegliere alternative come bicicletta e trasporto pubblico. È il quadro che emerge dalle anticipazioni dell’Osservatorio Audimob di Isfort, “Tendenze e prospettive della mobilità degli italiani”, presentate durante la prima giornata di Eco – Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti.

Nel 2025 oltre il 60% degli spostamenti è stato effettuato in automobile, mentre il trasporto pubblico è rimasto sotto il 10%. Nel Sud Italia la quota dell’auto ha raggiunto il 65%, mentre nei piccoli comuni, considerando l’intero territorio nazionale, ha sfiorato il 75%.

Il peso dell’automobile emerge anche guardando alle distanze. Oltre l’80% degli spostamenti avviene entro 10 chilometri e l’85% dura meno di 30 minuti. Eppure, anche sui tragitti più brevi, l’auto continua a essere una scelta frequente: nel 2025 ha coperto il 27,3% degli spostamenti fino a 2 chilometri.

La domanda di cambiamento

Se le abitudini restano fortemente legate all’auto, le intenzioni degli italiani raccontano però una situazione diversa.

Il 23,8% degli intervistati dichiara di voler ridurre l’utilizzo dell’automobile, mentre il 12,9% vorrebbe aumentarlo. Ancora più marcata è la propensione verso il trasporto pubblico: il 36,3% vorrebbe utilizzarlo di più, contro il 9% che vorrebbe ridurne l’uso.

Anche la bicicletta registra una domanda potenziale significativa: il 38,2% degli italiani dichiara di volerla utilizzare maggiormente.

Questa distanza tra comportamenti attuali e intenzioni trova riscontro nell’Indice di Propensione al cambio modale (Pcm). Nel 2025 l’indice è negativo per l’automobile, con un valore di -10,8, mentre è positivo per il trasporto pubblico (+13,8) e soprattutto per la bicicletta (+25,2). I servizi di sharing registrano invece una crescita di 2,5 punti.

La sostenibilità della mobilità non cresce

A fronte della maggiore disponibilità dichiarata verso modalità alternative all’auto, l’Indice di mobilità sostenibile (Ims) elaborato da Isfort si è attestato nel 2025 al 34%.

Si tratta, secondo le anticipazioni dell’Osservatorio, di un valore sostanzialmente uguale a quello del 2000. In 25 anni, quindi, il livello complessivo di sostenibilità della mobilità degli italiani non avrebbe compiuto significativi passi avanti.

Il dato evidenzia il divario tra la propensione a cambiare e i comportamenti effettivi. Una parte degli italiani dichiara infatti di voler utilizzare maggiormente mezzi alternativi all’auto, ma la struttura degli spostamenti continua a essere caratterizzata da un forte ricorso alla mobilità privata.

Giovani più orientati al trasporto pubblico

Le modalità di spostamento cambiano anche in base all’età e al genere. Tra i giovani la quota di utilizzo del trasporto pubblico raggiunge il 15,4%, mentre nelle fasce di età mature si ferma al 5,2%.

Secondo l’analisi, inoltre, le donne compiono scelte più sostenibili soprattutto per quanto riguarda gli spostamenti a piedi, il trasporto pubblico e l’auto in condivisione.

L’automobile mantiene comunque un ruolo centrale in diversi ambiti della vita quotidiana, dagli spostamenti di lavoro alla gestione familiare, fino ai tragitti di prossimità.

«Servono condizioni per trasformare la disponibilità in scelte»

«La propensione al cambio modale ci dice che una parte degli italiani sarebbe disponibile a modificare le proprie abitudini di mobilità», osserva Carlo Carminucci, direttore della ricerca di Isfort.

La disponibilità, sottolinea Carminucci, non si traduce automaticamente in un cambiamento dei comportamenti. Perché ciò avvenga, aggiunge, occorre creare le condizioni affinché la volontà espressa dai cittadini possa trasformarsi in scelte concrete.

L’Osservatorio Audimob si basa su un’indagine annuale sulla mobilità della popolazione italiana residente tra i 14 e gli 84 anni, condotta attraverso interviste telefoniche e via computer. Nel 2025 sono state intervistate complessivamente 16.557 persone.

(Fonte Ansa)

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