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“Perseguire il miglior utilizzo dei fondi pubblici in un quadro generale di sostenibilità ambientale, sociale ed economica”: Carmine Farnetano ci parla de “I Paesaggi Mediterranei di Frontiera” .

di Raffaele Galato

Nell’ultimo periodo sui mezzi di comunicazione locale si è molto parlato (e scritto) di progetti di sviluppo e relativi finanziamenti  legati ai GAL (Gruppi di Azione Locale nati con lo scopo di stimolare ed accompagnare lo sviluppo dei territori marginali attraverso l’elaborazione di Piani di Sviluppo Locale –PSL).

Per fare il punto sulla situazione abbiamo pensato di contattare Carmine Farnetano, coordinatore del GAL Casacastra, società consortile che associa ben 5 comunità montane e 22 comuni nonché altri numerosi partner pubblici e privati del nostro territorio, il quale si è subito dimostrato disponibilissimo a rispondere alle nostre domande.

D: Nei giorni scorsi abbiamo letto su molti organi di informazione della costituzione a Padula della società consortile “GAL Vallo di Diano – La società del 4° paesaggio”,  volevamo che lei ci illustrasse la situazione nel nostro territorio.
R: Il GAL Casacastra – che opera sul territorio che, lungo la costa, va da Sapri ad Ascea e, nell’interno, da Casaletto Spartano a Cuccaro Vetere, – è stato costituito nel 2002. È uno dei GAL che hanno partecipato alla programmazione Leader plus (2000/2006) raggiungendo una performance di spesa superiore al 100% ed è quindi uno dei GAL che hanno ottenuto premialità. È opportuno precisare che l’attuazione dell’Asse 4 del PSR (che ha sostituito il programma Leader) ancora non è partita in tutta la regione e che solo ieri (Venerdì 23 Luglio) è stato pubblicato lo schema per la progettazione esecutiva. Il GAL Casacastra ha presentato un Piano di Sviluppo Locale (PSL) denominato “I Paesaggi Mediterranei di Frontiera” che è stato selezionato ed ammesso a finanziamento a fine Marzo.

D: Ed invece cosa ci può dire a riguardo del finanziamento del programma LEADER?
R: Come dicevo, Leader da programma autonomo è diventato Asse del PSR: la Commissione Europea ha riconosciuto il ruolo svolto dai GAL nelle passate programmazioni e ha deciso di affidargli l’attuazione delle Misure del PSR stesso. Questo vuol dire che per alcune Misure i GAL integreranno le politiche regionali di sviluppo rurale al massimo livello.

D: Quando pensa che potranno iniziare le attività sul nostro territorio?
R: Fatti i conti con le scadenze, penso che le attività non partiranno prima di Ottobre in tutta la regione. La piena operatività, in ogni caso, si avrà nel 2011, quando saranno avviate le azioni tipiche Leader e potranno essere definiti i bandi per l’attuazione delle Misure del PSR.

D: Ci può anticipare qualche indicazione sulle azioni che verranno messe in campo per lo sviluppo del nostro territorio che, per vocazione, deve coniugare agricoltura, artigianato e turismo?
R: Il titolo del nostro PSL è “I Paesaggi Mediterranei di Frontiera”, una scelta basata sui gli strumenti di programmazione regionale: il PTR (Piano Territoriale Regionale) individua il nostro territorio a dominante naturalistica e considera il paesaggio come punto di forza del sistema territoriale. La scelta “Paesaggio” è dunque obbligata, poi ogni territorio la interpreta alla luce delle sue esigenze e della visione che riesce a costruirsi. Nel nostro caso il paesaggio è quello del Mediterraneo che rappresenta un’unità-continuità lungo l’intero arco che dalla Spagna risale alla Francia, percorre la nostra penisola e torna al Marocco, secondo la lettura di un grande storico francese (F. Braudel). Poi c’è la frontiera che nel nostro caso è letta nella sua opposizione alla trincea: la capacità di aprirsi, dunque, opposta alla chiusura su se stessi. Anche questa è un’indicazione raccolta negli strumento di programmazione regionale. “Campania regione aperta” è una delle visioni che stanno alla base del PTR. Per quanto riguarda le azioni, il nostro PSL riconosce come fondamentali altri due riferimenti:
1.    la Convenzione Europea sul Paesaggio
2.    Agenda 21 Locale.
L’applicazione della Convenzione Europea sul Paesaggio, sarà curata dall’Atelier dei Paesaggi Mediterranei che, appunto secondo i criteri di Agenda 21 Locale, avrà il compito di coinvolgere gli attori locali (amministrazioni locali, scuole, associazioni, attori privati…) per perseguire il miglior utilizzo dei fondi pubblici in un quadro generale di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Le imprese saranno aiutate mediante un’azione (costituita da diversi interventi) di ricerca/formazione/trasferimento/assistenza tecnica e, infine, sostegno economico. Avremo azioni di recupero e promozione delle pratiche legate ai saperi tradizionali per evitarne la dispersione; accompagneremo la realizzazione del Sentiero del Mediterraneo, di recente inaugurato, sia mediante azioni specifiche, come la Guida al Sentiero E12, che mediante azioni di sistema, come l’avvio di un partenariato Mediterraneo già definito mediante la sottoscrizione del “Manifesto per il Mediterraneo” avvenuta a Pisciotta nel mese di Maggio.
Ma per tornare alla domanda, “coniugare agricoltura, artigianato e turismo” significa proporre una visione multifunzionale del paesaggio: le aziende agricole sono una parte importante del comparto produttivo, ma sono anche le sentinelle del paesaggio, i custodi. Le imprese turistiche rappresentano una voce importante del nostro bilancio, ma non possono prescindere dal contesto paesaggistico in cui operano. Gli artigiani, infine, producendo svolgono direttamente una funzione di riqualificazione del paesaggio: si pensi alla pietra, alla terracotta, al legno.
Insomma, è l’integrazione fra attori e settori che ci consente di leggere e ricostruire, in una logica di multifunzionalità, l’unitarietà del nostro territorio e poi, ad un livello più alto, l’unitarietà del Paesaggio Mediterraneo, patrimonio comune dal Nord Africa alla Croazia, dalla Grecia alla Liguria e dalla Andalusia al Libano… se percorso come Frontiera e non guardato come trincea.

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