Mario Cosentino ci racconta di musica, passioni e vita

Mario Cosentino torna sulla pagine del Giornale Del Cilento dopo la recensione di “Silence Deafening Vol. 1” con un’intervista.

D: Chi è Mario Cosentino?
R: Sono un ragazzo molto semplice, amo la natura ed i suoi dettagli. Amo coltivare le mie passioni: pittura, scrittura, homebrewer, musica (al primo/ultimo posto). Non mi sono mai definito un musicista, tanto meno un cantante, mi piace definirmi un “cultore musicale della poesia”.

D: Quando nasce in te la passione per la musica?
R: Innanzitutto io sono di Camerota, noto borgo per la storica tradizione musicale, quindi nasco nel pentagramma; la passione vera e propria nasce tardi in seguito alla sensazione di vuoto degli anni della pubertà, l’avere tutto è funzione di questa sensazione secondo me e quindi…

D: Quando hai iniziato a suonare e qual è il primo ricordo che hai di te che suoni uno strumento?
R: Ho iniziato lo studio della musica a 8 anni anche se non felicemente in quanto fu un’imposizione, infatti abbandonai dopo poco gli studi classici. Il primo ricordo comunque rimane una tastiera per l’esercizio del solfeggio.

D: Come nascono le canzoni di Mario Cosentino?
R: Le mie canzoni nascono nella concentrazione assoluta e nel distacco completo da ciò che mi circonda. Nascono dappertutto e mai sulla sedia. La cosa che amo di più è costruire i miei personaggio, amo la figura del cantastorie e cerco di avvicinarmici quanto più è possibile.

D: Quando hai iniziato a comporre?
R: Essendo un’autodidatta la composizione per me è stata fondamentale. A differenza di chi parte emulando i propri miti io anche conoscendo solo 4 accordi cercavo di scrivere una canzone, lo scopo era quello di notare i miglioramenti nel modo più tangibile e semplice che conoscevo quindi ho iniziato a comporre da subito.

D: Quali sono i modelli sia musicali che non a cui ti ispiri?
R: Il modello principale a cui faccio riferimento è Giulio Casale un poeta molto interessante a mio avviso, inoltre seguo con assiduità Bob Dylan, Neil Young, Procol Harum, Jethro Tull per la musicalità e le melodie e tanti altri. In ambito non musicale mi piace relazionare il mio punto di vista con quello di Beppe Grillo.

D: Qual è fra le tue canzoni quella a cui sei più legato?
R: La mia “figlia” preferita è Go Away. So che è brutto da dire in quanto un padre dovrebbe amare la propria prole un egual modo, ma la magia che ha creato questa canzone sin dalla sua prima versione è stata straordinaria (magia che credo di notare solo io per il momento, ma questa era l’intenzione). La prima versione con sax di Luca Garofalo è stata la più bella, avevo i brividi ogni che la provavamo.

D: Sei passato dal Rock dalle tinte Hard degli Eye’s Crow al cantautorato: come mai questa scelta?
R: Sono sempre stato convinto che nella nostra terra la cultura musicale, intesa come punto in comune di persone aventi la stessa passione, non esista. Dopo l’esperienza conclusasi male con gli Eye’s Crows (di cui ricordo piacevolissimi momenti) ho deciso di valutare la possibilità di dotare i miei testi di una musicalità più pulita e meno stancante. 

D: Nei nomi in inglese che scegli c’è una peculiarità, e cioè l’uso non corretto delle parole (Eye’s Crow, “Silence Defeaning”): come mai questa scelta?
R: Mi piace guardare la faccia delle persone che perplesse mi fanno questa tua domanda.

D: Hai anche una web-radio: parlaci un po’ di questo progetto.
R: Negli anni ’80 mio padre faceva lo speaker radiofonico in una radio indipendente locale (chiamato Jonny Bobbina) quindi ho respirato quest’aria fin da pargolo. Con l’avvento del “libero web” ho colto la palla al balzo per dare sfogo a questo piccolo sogno nel cassetto e se anche in piccolo (molto piccolo) la mia web-radio (Radio M C A O S) è favolosa. Ultimamente trasmetto di meno dati gli impegni universitari ma quando posso mando on-air quel sano rock che ci accomuna tutti, invito tutti all’ascolto.

D: Cosa ci riserva il futuro di Mario Cosentino?
R: Sicuramente tante nuove canzoni che anche se rivolte ad un pubblico di nicchia avranno tutta la cura, l’attenzione e l’amore che cerco e spero di trasmettere con i miei testi.

D: Vuoi aggiungere qualcosa?
R: Vorrei ringraziare te Giuseppe per l’attenzione e la fiducia nei miei confronti che mi offri e ringraziare il Giornale Del Cilento che mi dà la possibilità di farmi conoscere in tutto il comprensorio.