Ius primae noctis (camerotano)

di Orazio Ruocco

Ovvero, il diritto del feudatario ad avere la virtù, (o un’altra cosa che comincia sempre con la “V”) delle fanciulle del contado. Insomma, il diritto medioevale del marchese a “cuccarsi” la sposina alla sua prima notte di matrimonio. Lo “ius primae noctis” rappresentava l’erotizzazione dello stato e della politica, una forma di stupro. Il signore feudale, in pratica, aveva il “diritto sulla prima notte” delle sposine che vivevano nei propri domini, e, né la neosposa, né il novello marito potevano opporsi alla sua volontà.

E il signorotto di Camerota che faceva? Anche lui si beava di questa odiosa pratica di iniziazione? Anche lui si sollazzava “l’uccello” in spregio e in sfregio alla dignità dello sposino?

Parrebbe proprio di sì se a un certo punto i Camerotani hanno deciso di tramandare a noi posteri la certificazione storica del loro orgoglio, della loro fierezza, e della loro intervenuta indisponibilità a sopportare e tollerare oltre una simile angheria.

Paolo Marchese impersonava bene il tipo di signorotto violento e prepotente,di cui sono piene le cronache del tempo. Nel 1632, stando a quel che riferì al Vicerè una vedova, tal Imperatrice Pendino, si rese colpevole addirittura di omicidi, fra cui quello di suo marito, Vitagliano Marino, nonché “della levata del pitaffio dalle carceri”, e, come se non bastasse, “di assalto nella chiesa contro il Sindaco”. (A.S.N. – Partium del Collaterale, Vol. 151, fol. 100). L’anno prima fece venire appositamente da fuori , capitanati dal cognato Giorgio Sersale, “otto uomini di malavita per “battere coloro che difendevano le cose universali”, coloro, cioè, che difendevano gli interessi del Comune contro di lui.( A.S.N. – Partium del Collaterale, Vol. 149, fol. 37).

Non fa meraviglia, quindi, se l’odio, lungamente covato, sfociasse in una sanguinosa rivolta di cui durarono a lungo le conseguenze. L’occasione fu data dalla rivoluzione del 1647 (detta di Masaniello) estesasi da Napoli a tutte le altre province. Il 23 luglio di quell’anno, gli abitanti di Camerota, assaltano il Castello, abbattono i difensori e ne recidono le teste che saranno portate in trionfo a Napoli.

Si racconta, poi, che i Camerotani, inferociti, catturano il feudatario Paolo Marchese, che aveva tentato di ripristinare lo ius primae noctis, e lo uccisero facendolo a pezzi che poi disseminarono un po’ dovunque. Non si hanno notizie specifiche dell’ “uccello” del feudatario…

Ma quest’ultima, in realtà, è solo una leggenda metropolitana. Paolo Marchese, in realtà, si rifugiò a Napoli dopo il pericolo corso. Non volle piu saperne del feudo di Camerota, e nel 1661 rinuncia al medesimo in favore del figlio Giuseppe. Morì il 4 Aprile 1673 e fu sepolto nella tomba di famiglia, nella Chiesa di S.Sofia a Napoli.

Ma, a questo punto, dobbiamo sfatare anche un’altra leggenda.”Lo ius primae noctis pare sia proprio una strana “Fake News” d’epoca medievale. È una originalissima, singolare fantasia che il medioevo ha partorito, e alla quale hanno dato credito a tal punto, che si è corso quasi il rischio che taluno volesse metterlo davvero in pratica. Più verosimilmente non era altro che “il compenso per l’assentimento dato dal Signore alle nozze”. (cfr. Enciclopedia Cattolica, vol.VII). In definitiva un’ulteriore tassa, la “tassa sul matrimonio”.

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