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28 Ottobre 2026
28 Ottobre 2026

La Campania sul podio delle regioni italiane per guadagno grazie alla second hand

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La Campania sul podio delle regioni italiane per guadagno grazie alla second hand

Dal bisogno quotidiano al desiderio che si rincorre da tempo, sempre più italiani scelgono la second hand per i propri acquisti. Secondo l’Osservatorio Second Hand Economy di Ipsos Doxa per Subito[1], giunto nel 2025 alla suadodicesima edizione, il 65% della popolazione ha dichiarato di aver acquistato o venduto oggetti usati (+2 punti percentuali rispetto al 2024), 28,2 milioni di italiani solo nell’ultimo anno,contribuendo ad alimentare un mercato dal valore economico complessivo di 27,2 miliardi di euro,corrispondenti all’1,2% del PIL. Un comportamento sempre più radicato nelle scelte di consumo degli italiani, che vede in guadagno e risparmio i principali motori della sua crescita e che, sempre più spesso, rappresenta la prima opzione nel processo di acquisto (68%).

Con il 56,5% dei campani che nel 2025 ha acquistato o venduto almeno un bene usato, la second hand si conferma una pratica diffusa anche in Campania. Una pratica che riguarda sia gli acquisti che le vendite: quasi un campano su quattro (23,9%) conferma di aver sia acquistato sia venduto almeno un bene usato nello scorso anno, contribuendo quindi su entrambi i fronti della compravendita, tanto come acquirente quanto come venditore.

Dietro a questa partecipazione c’è soprattutto il ruolo concreto che l’usato assume nelle economie familiari. In Campania, il 52,7% degli acquirenti dichiara di scegliere beni usati per risparmiare, mentre il 41,5% dei venditori vende per guadagnare. Un vantaggio economico che si traduce in risultati evidenti: in Campania, chi ha venduto beni usati nel 2025 ha ricavato mediamente 932 euro, 98 euro in più rispetto alla media nazionale (+12% circa). Vantaggio che ha permesso alla Campania di posizionarsi sul podio delle regioni italiane per guadagno preceduta da Toscana e Veneto, rispettivamente al 1° e 2°posto della classifica. Anche sul fronte degli acquisti, la second hand rappresenta un alleato del bilancio familiare: il 63,5% degli acquirenti campani ritiene infatti che il ricorso all’economia pre-loved incida “molto” o “abbastanza” sulle proprie economie.

Il mercato della second hand in Campania genera un valore economico complessivo di 1,85 miliardi di euro, di cui 754,6 milioni di euro arrivano dai canali digitali (pari al 40,9% del mercato regionale). La propensione all’online coinvolge tanto chi acquista quanto chi vende, con rispettivamente il 76,6% degli acquirenti e il 71,2% dei venditori che scelgono i canali digitali per le proprie compravendite.

E proprio guardando a ciò che passa dai canali digitali emergono le categorie preferite dai campani quando si tratta di second hand. Casa & Persona si conferma la categoria più scelta sia per gli acquisti (76,5%) sia per le vendite (82,6%), seguita, in entrambi i casi da Sports & Hobby che rappresenta il 43,2% degli acquisti, da Elettronica (35,3%) e Veicoli (24,7%), categorie che si confermano le più rilevanti anche sul fronte delle vendite. Tra i prodotti più acquistati e venduti emergono invece Abbigliamento & Accessori, scelti dal 42,5% degli acquirenti e dal 44,8% dei venditori. Si distingue inoltre l’interesse per gli articoli vintage e i pezzi unici: il 26,9% degli acquirenti campani, la terza percentuale più alta registrata in Italia, dichiara infatti di rivolgersi alla second hand anche per acquistare oggetti d’antiquariato, vintage o unici.

Se la convenienza economica rimane una delle principali leve d’acquisto, tra i driver che spingono i campani a rivolgersi alla second hand emerge anche l’attenzione verso il riuso: il 42,9% degli acquirenti dichiara di scegliere la second hand perché crede nel riuso e nella riduzione degli sprechi, mentre il 42,4% la considera un modo intelligente di fare economia sostenibile. Sul fronte delle vendite, dopo la volontà di liberarsi degli oggetti inutilizzati (80,3%), il 36,1% indica il riuso e la riduzione degli sprechi tra le motivazioni che lo spingono a vendere, mentre il 22% richiama il tema dell’economia sostenibile. Un approccio che appare guidato più da scelte consapevoli che dalla consuetudine: soltanto il 2% degli acquirenti campani indica, infatti, l’abitudine tra le motivazioni d’acquisto, contro l’8,5% della media nazionale, evidenziando il peso che convenienza economica, riuso e ricerca di opportunità assumono nelle decisioni di consumo.

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