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2 Giugno 2026
2 Giugno 2026

Le donne della Repubblica: da Nilde Iotti alle protagoniste delle istituzioni italiane

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Le donne della Repubblica: da Nilde Iotti alle protagoniste delle istituzioni italiane

Il 2 giugno, Festa della Repubblica, è anche l’occasione per ricordare il contributo fondamentale delle donne alla costruzione della democrazia italiana. Dal voto del 1946, esercitato per la prima volta dalle donne italiane, fino alle più alte cariche dello Stato, il loro percorso ha segnato profondamente la storia repubblicana.

Tra le figure più rappresentative emerge quella di Nilde Iotti, una delle ventuno donne elette all’Assemblea Costituente nel 1946 e considerata a pieno titolo una delle “madri della Repubblica”. Partigiana, parlamentare per oltre cinquant’anni e protagonista delle battaglie per l’uguaglianza e i diritti civili, nel 1979 divenne la prima donna nella storia della Repubblica italiana a essere eletta Presidente della Camera dei Deputati, incarico che mantenne fino al 1992, stabilendo il mandato più lungo nella storia dell’istituzione.

Accanto a lei, altre donne hanno lasciato un segno indelebile nella vita democratica del Paese. Tina Anselmi, partigiana e dirigente politica della Democrazia Cristiana, fu nel 1976 la prima donna a ricoprire l’incarico di ministro della Repubblica. Da ministro del Lavoro e successivamente della Sanità promosse importanti riforme sociali e guidò la Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia massonica P2.

Tra le protagoniste della Costituente si ricordano inoltre Teresa Mattei, la più giovane eletta dell’Assemblea, impegnata nella difesa dei diritti delle donne e dell’infanzia; Lina Merlin, che legò il proprio nome alla legge che portò alla chiusura delle case di tolleranza; Maria Federici, impegnata nella tutela delle famiglie e degli orfani di guerra; e Angela Gotelli, attiva nel campo dell’assistenza sociale e della promozione femminile.

Negli anni successivi, il cammino verso una piena rappresentanza femminile nelle istituzioni è proseguito con figure di grande rilievo. Rita Levi-Montalcini, premio Nobel per la Medicina, è stata nominata senatrice a vita nel 2001. Emma Bonino ha ricoperto incarichi di governo e ruoli internazionali di primo piano, diventando un punto di riferimento nelle battaglie per i diritti civili e umani.

Un passaggio storico è stato raggiunto nel 2022 con l’insediamento di Giorgia Meloni come prima donna Presidente del Consiglio dei Ministri nella storia della Repubblica italiana.

A ottant’anni dalla nascita della Repubblica, la presenza femminile nelle istituzioni rappresenta una conquista importante, ma anche un impegno da rinnovare.

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