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Crollo costone roccioso sulla strada provinciale 342 Sacco-Roscigno.

di Federico Martino

riceviamo e pubblichiamo

Parte del costone roccioso sulla strada provinciale 342 nel comune di Sacco, a qualche centinaio di metri dal ponte Sammaro è crollato la  notte tra il 2 e il 3 novembre. L’intera carreggiata è rimasta ostruita con notevoli disagi per pendolari, per gli alunni e per gli studenti che frequentano la scuola dell’infanzia e la scuola secondaria di primo grado a Roscigno e gli istituti superiori a Roccadaspide e nel Vallo di Diano.
Un disagio tra l’altro destinato a protrarsi nel tempo, considerata la condizione di estremo pericolo. Infatti il crollo avrebbe potuto avere conseguenze molto più gravi se fosse avvenuto in un momento di maggior transito di autoveicoli. Tragedie, per il passato si erano già sfiorate, e i continui ciottoli lungo la carreggiata non rassicuravano gli automobilisti costretti a percorrerla.
La strada fu letteralmente scolpita, a forza di picconi e di mine, agli inizi degli anni sessanta, perciò rasenta, per un tratto di circa 700/800 metri, un costone roccioso alto più di 200 metri, sulla cui sommità scorre l’altra strada provinciale del Corticato. Un’opera, insieme alla costruzione del ponte Sammaro, resasi necessaria per il collegamento con il comune di Roscigno. I lavori, eseguiti su incredibili strapiombi, furono considerati di alta ingegneria.
Da subito sono stati allertati la Provincia e la Prefettura, ma soprattutto la protezione civile, il genio civile e i vigili del fuoco che effettueranno (hanno promesso) i primi sopralluoghi ed interventi di risanamento per restituire al più presto alla viabilità il tratto interrotto.
L’arteria è di un’ importanza vitale per il collegamento dei piccoli comuni dell’Alta Valle del Calore, già soggetti tra l’altro ad altre privazioni quali la chiusura di alcuni plessi scolastici. Per i cittadini di Sacco, inoltre, verrebbe di fatto interrotto il collegamento con l’ospedale di Roccadaspide e la guardia medica a Roscigno. Fatto ancora più grave in quanto il nostro comune presenta una popolazione costituita soprattutto da anziani e soggetti deboli che quotidianamente si recano a Roccadaspide per terapie, quali ad esempio i soggetti dializzati. Per i numerosi studenti e lavoratori pendolari, sarebbe difficoltoso raggiungere i centri verso Salerno e nel Vallo di Diano. Gli unici pullman di collegamento, dell’autolinea Pecori, sarebbero infatti costretti a deviazioni estenuanti. L’Amministrazione Comunale chiede quindi che nell’emergenza vengano predisposte tutte le misure necessarie ad attenuare le difficoltà della popolazione, anche attraverso percorsi provvisori di collegamento.
Oltre al governo dell’emergenza bisogna trovare alternative che evitino il ripetersi di queste continue interruzioni, attraverso ad esempio, la progettazione ed esecuzione di percorsi alternativi.
Nell’uno e nell’altro caso saremo pronti a rappresentare con determinazione le esigenze del nostro territorio.

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