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28 Maggio 2026
28 Maggio 2026

Mamma salernitana scopre tumore durante gravidanza: salvata con il bambino

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Mamma salernitana scopre tumore durante gravidanza: salvata con il bambino

Una giovane donna salernitana, affetta da tumore al seno diagnosticato nel pieno della gravidanza, ha trovato speranza e cure efficaci presso l’Istituto dei tumori di Napoli. Dopo aver ricevuto in altre strutture l’indicazione di interrompere la gestazione per affrontare le terapie oncologiche, ha incontrato il professore Michelino De Laurentiis e la sua équipe, che le hanno dimostrato come oggi sia possibile curare il cancro al seno senza rinunciare al bambino.

Il 18 maggio, la paziente è stata sottoposta a un delicato intervento di mastectomia con dissezione linfonodale ascellare e ricostruzione mammaria immediata mediante protesi definitiva. L’operazione, guidata dai dottori Di Giacomo e Fucito e supportata dal dottor Marone, specialisti della chirurgia senologica dell’istituto napoletano, è stata eseguita con un’anestesia calibrata sulle esigenze della paziente e del feto, gestita dagli anestesisti Cuomo, Calabria e Bifulco. Fondamentale anche il monitoraggio costante del benessere fetale da parte dei ginecologi Scala e Gallo.

A soli due giorni dall’intervento, la futura mamma è stata dimessa in condizioni cliniche eccellenti, e il bambino che porta in grembo sta bene. Questo successo sottolinea l’importanza di un approccio multidisciplinare, dove oncologia, chirurgia, anestesia e ginecologia operano in perfetta sintonia. L’obiettivo è curare il tumore tempestivamente, garantendo al contempo la sicurezza del feto attraverso un monitoraggio attento di tutti i parametri materni e fetali.

La complessità dell’intervento e l’innovazione medica

L’intervento di mastectomia con dissezione linfonodale ascellare è intrinsecamente complesso, e la gravidanza ne aumenta ulteriormente le sfide. La strategia terapeutica deve considerare l’epoca gestazionale, la biologia specifica del tumore, la sicurezza farmacologica e anestesiologica, e la necessità di minimizzare lo stress chirurgico e le complicanze. La decisione di procedere con una ricostruzione immediata con protesi definitiva ha permesso alla paziente di evitare ulteriori interventi futuri, riducendo l’impatto psicologico e fisico di un percorso già di per sé molto gravoso. Questa scelta è stata resa possibile dalla stabilità clinica della giovane donna e dalla sinergia della collaborazione multidisciplinare che caratterizza i grandi centri oncologici.

«Il tumore al seno in gravidanza», spiega Michelino De Laurentiis, direttore del Dipartimento di Oncologia Senologica e Toraco-Polmonare del Pascale, «pur essendo relativamente raro, rappresenta una delle neoplasie più frequenti diagnosticate durante la gestazione. Negli ultimi anni la medicina oncologica ha però compiuto passi enormi: oggi molte pazienti possono affrontare interventi chirurgici e, in alcuni casi selezionati, persino trattamenti oncologici durante la gravidanza senza compromettere la salute del bambino».

La forza della paziente e il futuro della sanità pubblica

Dietro il successo clinico c’è la storia di una donna che ha affrontato la paura della malattia e la responsabilità di proteggere una nuova vita con straordinario coraggio. Chi l’ha incontrata in reparto la descrive come forte, lucida e sempre sorridente. Entrando in sala operatoria, la sua unica richiesta ai medici è stata: «Pensate prima a lui». Oggi, dopo l’intervento riuscito e il ritorno a casa in quarantotto ore, queste parole risuonano come l’inizio di una rinascita.

Maurizio di Mauro, direttore generale del polo oncologico partenopeo, ha commentato: «Questo risultato rappresenta il volto migliore della sanità pubblica e dell’oncologia italiana. Al Pascale lavorano professionisti straordinari capaci di affrontare anche le situazioni più delicate con competenza, sensibilità e spirito di squadra. Curare una giovane donna senza interrompere il percorso della maternità significa difendere insieme la vita, la speranza e il futuro».

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