Tecnologia, cultura e territorio si incontrano al Museo Etnografico di Morigerati, dove si è svolta la sperimentazione di XR TourGuide, il nuovo sistema digitale dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale attraverso le tecnologie di Realtà Estesa (XR). Un’esperienza immersiva e coinvolgente che ha conquistato visitatori e partecipanti, aprendo nuove prospettive per il turismo culturale del territorio.
L’evento, ospitato sabato 9 maggio nella sede del museo in Via Granatelli, ha permesso ai partecipanti di vivere un percorso innovativo attraverso dispositivi mobili e un’applicazione dedicata, capace di integrare contenuti digitali e realtà aumentata per raccontare luoghi, tradizioni e identità locali in modo interattivo.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Comunità Montana Bussento – Lambro e Mingardo, il Museo Etnografico di Morigerati, l’Università degli Studi di Salerno (UNISA), la società Picaresque srl e il progetto europeo FUTURAL. XR TourGuide punta infatti a trasformare la visita culturale in un’esperienza dinamica, accessibile e immersiva, grazie all’incontro tra ricerca accademica e tecnologie innovative.
“Vivere il territorio attraverso la realtà aumentata significa offrire una nuova modalità di conoscenza e partecipazione”, è emerso nel corso dell’incontro che ha visto la presenza del sindaco di Morigerati Guido Florenzano, del professore dell’Università di Salerno e responsabile scientifico del progetto Vittorio Scarano, dell’archeologo e direttore del museo Gianluca Santangelo e del direttore di Picaresque srl e responsabile tecnologico del progetto Daniele Monaco. Presente anche la consigliera del Comune di Morigerati, Franca Bifano.
Particolarmente rilevante anche l’aspetto educativo dell’iniziativa. Le scuole potranno infatti contribuire alla creazione di percorsi e tour digitali dedicati a monumenti, luoghi storici e bellezze naturali del territorio, contenuti che saranno poi fruibili da turisti e visitatori attraverso l’applicazione.
Fondato nel 1976, il museo è dedicato alle fondatrici Modestina e Clorinda Florenzano, che con passione e impegno hanno contribuito a custodire e tramandare la cultura e le tradizioni della civiltà contadina locale. Allestito su due piani, ospita oltre 2000 oggetti della cultura rurale, suddivisi in diverse sezioni tematiche che raccontano la vita quotidiana di un tempo: dagli antichi mestieri agli strumenti agricoli, dagli ambienti domestici agli utensili artigianali.
Un patrimonio prezioso che continua a vivere attraverso iniziative culturali e progetti innovativi capaci di unire memoria, territorio e nuove tecnologie.












