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Incontro in Provincia, ribadito che le acque di vegetazione non sono rifiuti speciali

di Redazione

Qualche giorno fa c’è stato un incontro in Provincia riguardo agli oleifici e ad una diffusa interpretazione della normativa in materia, secondo la quale le acque di vegetazione derivanti dalla lavorazione sarabbero considerate rifiuti speciali. Questa determinazione avrebbe reso molto più costosa la molitura e, a causa di ciò, diverse attività rischiavano di chiudere.

Emilio Conti, titolare di un oleificio, ha spiegato: "La normativa del 97 e la specificazione del decreto ministeriale del 2005 permettono di considerare le acque di vegetazione del frantoio, che non contengono additivi chimici o metalli pesanti, come un ammendante organico. Queste si possono utilizzare per la fertirrigazione dei suoli. Secondo una certa legge, queste acque erano ritenute rifiuti speciali; poi la normativa specifica ha stabilito che tali acque erano assimilabili ad ammendanti organici. Purtroppo poi la norma era diventata un po’ contorta; dalla riunione svolta in Provincia, è stato ribadito che le acque vegetali non rientrano nella logica dei rifiuti ma rientrano nella fertirrigazione. Se veniva considerato rifiuto speciale e quindi prodotto da inviare a depurazione, diversi oleifici avrebbero rischiato di chiudere, poichè, considerando pure la situazione di crisi del settore, avrebbero dovuto spendere il doppio per le operazione di molitura. Ciò sarebbe stato insostenibile. Non dimentichiamo che i frantoi sono una grossa risorsa, poichè danno lavoro a tante persone, considerando anche tutto l’indotto che c’è attorno. La chiusura di tante attività sarebbe stata un danno di diversi milioni di euro."

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