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Panettiere ucciso e fatto a pezzi da moglie e figli

di Redazione

Ne avevano denunciato la scomparsa a fine luglio ma Ciro Palmieri, panettiere a Giffoni Sei Casali, era già morto. È quanto emerge dalle risultanze investigative rese note questa mattina in una nota congiunta della Procura di Salerno e dalla locale Procura presso il tribunale del minori che hanno emesso due fermi per indiziato di delitto a carico di Monica Milite, Massimiliano Palmieri e del fratello 15enne di quest’ultimo. Gli indagati sono, rispettivamente, moglie e figli dell’uomo deceduto. Anche il figlio 15enne coinvolto avrebbe partecipato materialmente all’omicidio.   L’uomo sarebbe stato accoltellato più volte, anche quando era già esanime al suolo, dalla moglie e dai figli a seguito di una lite familiare poi sfociata nel sangue. La loro violenza cieca si è notata anche nel porzionamento del cadavere che è stato smaltito un pezzo alla volta, chiuso in buste di plastica. Tutto è accaduto sotto gli occhi dell’ultimo figlio, un 11enne che ha assistito inerme a quanto accadeva. La salma fatta a pezzi di Ciro Palmieri è probabilmente stata buttata in un dirupo, in queste ore i carabinieri, assieme agli alpini e ai vigili del fuoco, stanno tentando di recuperarne i pezzi.   Ad incastrare i presunti omicidi sarebbero state le immagini delle videocamere di sorveglianza interne all’abitazione dove si è consumato il terribile fatto di sangue. Immagini che la famiglia avrebbe tentato di sovrascrivere, poi recuperate da tecnici ed investigatori. Nei giorni scorsi, la sparizione dell’uomo era stata denunciata sui social network ma il lavoro dei militari ha consentito di stringere il cerchio attorno ai responsabili nel giro di due settimane. Alla base del gesto ci sarebbe una pregressa storia di violenza familiare.

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