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25 Agosto 2026
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Perquisizione ingiusta, cosa rischia il cittadino che si oppone? I limiti dell’azione di polizia

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Perquisizione ingiusta, cosa rischia il cittadino che si oppone? I limiti dell’azione di polizia

L’avvocato Simone Labonia ci spiega limiti e modalità di reazione ad una ingiustificata operazione di polizia.

Una perquisizione personale non può trasformarsi in un potere indiscriminato nelle mani degli organi di polizia. Il punto centrale è il cosiddetto nesso di pertinenzialità. Una perquisizione è giustificata soltanto quando esista un fondato motivo di ritenere che sulla persona, o nel luogo sottoposto a controllo, possano trovarsi cose o tracce pertinenti al reato.

Se, invece, l’accertamento viene effettuato senza che sia concretamente individuabile ciò che si sta cercando, l’intervento rischia di trasformarsi in un’inammissibile compressione della libertà personale.
La questione diventa ancora più interessante quando la perquisizione viene collegata al reato di resistenza a pubblico ufficiale. Se la condotta contestata consiste esclusivamente nell’uso della forza fisica o nella resistenza all’operato degli agenti, non è automaticamente possibile sostenere che sulla persona dell’interessato debbano essere ricercate cose o tracce pertinenti a quel reato.
Ma attenzione a non trasformare questo principio in un improprio “diritto a resistere”.

L’illegittimità dell’atto e la legittimità della reazione sono questioni distinte, che devono essere valutate separatamente. Ciò che viene tutelato è, piuttosto, la possibilità di contestare successivamente un’attività di polizia priva dei necessari presupposti.

L’articolo 252-bis del codice di procedura penale consente infatti, quando non sia seguito un sequestro, di proporre opposizione contro il decreto di perquisizione, entro dieci giorni dalla sua esecuzione o dalla conoscenza dell’atto; il giudice deve accogliere l’opposizione quando accerti che la perquisizione è stata disposta fuori dai casi previsti dalla legge.

La lezione della Cassazione è dunque importante: l’autorità può esercitare i poteri che la legge le attribuisce, ma deve rispettarne rigorosamente presupposti e finalità. La libertà personale, protetta dall’articolo 13 della Costituzione, non può essere sacrificata sulla base di formule generiche o di un semplice sospetto privo di riscontri.

E proprio qui sta il delicato equilibrio: il cittadino deve rispettare l’autorità e non può farsi giustizia da sé, ma l’autorità, dal canto suo, deve poter dimostrare che ogni limitazione della libertà personale trova nella legge e nelle concrete circostanze del caso una precisa giustificazione.

Fonte foto: teleclubitalia

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