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30 Aprile 2026
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Primo Maggio a Nocera Inferiore: Cgil, Cisl e Uil in piazza per il lavoro dignitoso

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Primo Maggio a Nocera Inferiore: Cgil, Cisl e Uil in piazza per il lavoro dignitoso

È il tema del lavoro dignitoso a segnare il Primo Maggio 2026, emblematico per il salernitano, un territorio attraversato da criticità profonde: sicurezza nei luoghi di lavoro, crisi industriale e difficoltà del sistema sanitario. Una ricorrenza che affonda le sue radici nelle lotte operaie di fine Ottocento per la riduzione dell’orario di lavoro e per diritti fondamentali, e che oggi torna ad essere, più che una celebrazione, uno spazio di rivendicazione concreta.  Da questi presupposti, CGIL, CISL e UIL scenderanno in piazza insieme a Nocera Inferiore, in Piazza Diaz alle ore 9.30, per una manifestazione unitaria che rilancia con forza la necessità di nuove tutele, diritti e strumenti di contrattazione in un’Italia che cambia, anche alla luce delle trasformazioni legate all’intelligenza artificiale.

A concludere la mobilitazione sarà Luigi Giove, segretario nazionale della CGIL, che interverrà a nome di CGIL, CISL e UIL, sottolineando il valore unitario di una giornata che non è solo celebrativa, ma profondamente rivendicativa.
Il Primo Maggio arriva, infatti, in un momento particolarmente delicato per il territorio salernitano, segnato da una sequenza di morti sul lavoro che ha riportato con urgenza il tema della sicurezza al centro del dibattito pubblico. Ai tre decessi registrati nei primi mesi del 2026 si aggiungono ulteriori casi su cui sono in corso accertamenti, delineando un quadro che i sindacati definiscono senza mezzi termini emergenziale. Basti ricordare il decesso di pochi giorni fa di un cittadino indiano, probabilmente impiegato in ambito lavorativo, lasciato in condizioni critiche davanti al pronto soccorso: una vicenda su cui sono in corso indagini e che richiama, ancora una volta, il tema dello sfruttamento e della totale assenza di tutele.

Ma lavoro dignitoso significa anche salario adeguato e condizioni di vita sostenibili. In un territorio in cui sempre più lavoratori, pur avendo un’occupazione, faticano ad arrivare alla fine del mese, il tema del salario è centrale. Lavorare non può voler dire sopravvivere.
È qui che si misura la distanza tra occupazione e dignità: stipendi insufficienti, precarietà diffusa, orari discontinui e carichi di lavoro sempre più pesanti spingono soprattutto i più giovani a cercare altrove condizioni migliori. Un’emigrazione silenziosa che riguarda non solo il lavoro, ma la possibilità stessa di costruire un futuro.

«È una vera emergenza strutturale che, nel nostro territorio, ha assunto i contorni di una strage – dichiara Antonio Apadula, segretario generale della CGIL di Salerno –. Siamo alla conta dei morti ed è diventato inutile il rituale messaggio di cordoglio dell’ora dopo. Il cantiere dell’Alta Velocità, struttura strategica fondamentale per la nostra provincia, sta generando da settimane notevoli preoccupazioni». Secondo il sindacato, non si tratta di fatalità, ma del prodotto di un sistema che continua a generare insicurezza: «Compressione dei tempi nei cantieri, ritmi insostenibili, catene di appalti e subappalti che scaricano responsabilità, controlli insufficienti. Non parliamo di incidenti, ma di veri e propri operaicidi».

Da qui la richiesta di un cambio di paradigma: più ispettori, controlli reali, formazione continua e responsabilità chiare lungo tutta la filiera degli appalti, a partire dal superamento dei subappalti a cascata. Ma il tema del lavoro dignitoso si intreccia anche con la crisi industriale che investe il territorio. Il comparto metalmeccanico e la filiera automotive registrano numeri preoccupanti, tra aziende in difficoltà e lavoratori coinvolti, mentre vertenze come quella della Cooper Standard di Battipaglia o delle Fonderie Pisano continuano a rappresentare nodi irrisolti tra diritto al lavoro e diritto alla salute.

A questo si aggiunge la pressione sul sistema sanitario, con carenze strutturali, personale insufficiente e liste d’attesa sempre più lunghe, che incidono direttamente sulla qualità della vita dei cittadini e dei lavoratori.
In questo quadro complesso, la manifestazione del Primo Maggio a Nocera Inferiore assume un valore che va oltre la ricorrenza: è una presa di posizione chiara su quale modello di sviluppo costruire per il territorio.
Lavoro dignitoso significa sicurezza, stabilità, diritti, ma anche salario giusto, tempo di vita, possibilità di restare. Significa poter lavorare senza morire e vivere senza dover andare via.

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