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L’acqua in mano ai privati. La piazza già organizza la protesta, mentre il decreto sbarca alla Camera

di Maria Antonia Coppola

Approda alla Camera per la discussione generale il decreto legge sugli obblighi comunitari, che contiene anche l’articolo 15 sulla privatizzazione della gestione dell’acqua. Sulla richiesta di stralcio dell’articolo la maggioranza non intende assolutamente fare marcia indietro. Chi sperava che il sit in dei giorni scorsi davanti Montecitorio faccese cambiare idea all’esecutivo si sbagliava e lo stesso vale per il continuo tam tam che prosegue su facebook: la maggioranza ribadira’ un secco ‘no’ allo stralcio anche in Aula. "Abbiamo detto no in commissione e lo ribadiremo in Assemblea – scandisce all’ADNKRONOS la relatrice del provvedimento Anna Maria Bernini (Pdl) – In primis, perché nell’articolo in questione è contenuta una riforma dei servizi pubblici locali che riteniamo un modello molto soddisfacente di adeguamento alla normativa europea. In secondo luogo perché l’articolo 15 è il frutto della mediazione già realizzata al Senato in prima lettura". L’Italia dei Valori intanto si prepara a denunciare "la gravità della norma sul servizio idrico". "Spiegheremo – annuncia Domenico Scilipoti – quali effetti comporterà la privatizzazione definitiva dell’acqua, perché – rimarca – è di questo, nei fatti, che si tratta". Ma per il parlamentare dell’Idv non è solo sbagliato il modo in cui l’articolo 15 disciplina il settore dell’acqua, ma anche il fatto che il governo abbia scelto di intervenire senza tenere "minimamente in considerazione che esiste una proposta di legge di inizitiva popolare firmata da ben 500mila cittadini e che chiede la ripublicizzazione del servizio idrico. Sarebbe stato giusto portarne avanti l’iter". Spero comunque che governo e maggioranza riflettano e stralcino l’articolo 15 in Aula perché l’acqua "non può essere trattata come una merce. Senza – scandisce – non si vive". La battaglia, però, non finirà all’indomani dell’approvazione del decreto perché la società civile si sta già ‘tirando su le maniche’ per obbligare il governo a non lasciare l’acqua ai privati. A mettere in piedi i tasselli della lotta a difesa di questa preziosa risorsa, c’è, in particolare, il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, nato nel 2005 dalla decisione assunta da diverse realtà sociali di ritrovarsi per rendere più incisive le lotte in difesa dell’acqua facendola diventare una vertenza nazionale. E’ il segretario del Forum, Paolo Carsetti, a tessere il mosaico che punta a smontare l’impalcatura che, dalla legge Galli in avanti, sta convertendo l’acqua in una merce con tutte le coseguenze del caso. "Stiamo raccogliendo in tutta Italia e con successo – fa sapere all’ADNKRONOS – le firme affiché venga presentata presso ogni comune una delibera di iniziativa popolare in cui si afferma che l’acqua è un diritto umano e, di conseguenza, il servizio idrico non e’ un servizio pubblico di rilevanza economica. Fatto da cui discende che la competenza sull’acqua è solo ed esclusivamente degli enti locali. Presentata la delibera – spiega Carsetti – il consiglio comunale e’ tenuto a discuterne e, se approvata, obbliga alla scrittura di una norma che, in sostanza, affida l’acqua all’ente locale che la gestisce non in forma di Spa ma di ente di diritto pubblico, quindi senza dover soggiacere alla ‘legge degli utili’".

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