Una vasta operazione condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) ha scosso la comunità di Roccadaspide, negli Alburni, portando alla luce un presunto traffico illecito di rifiuti. L’intervento, che ha visto i militari impegnati in approfonditi controlli presso un’azienda locale, ha portato all’individuazione di materiale di scarto interrato, configurando una grave violazione delle normative ambientali. L’attività investigativa si è conclusa con l’applicazione di provvedimenti cautelari, segno della serietà delle contestazioni mosse.
L’intervento dei Carabinieri del NOE a Roccadaspide
L’operazione dei Carabinieri del NOE di Salerno rientra nel più ampio quadro delle attività di contrasto ai reati ambientali, che rappresentano una priorità per la tutela del territorio e della salute pubblica. La vasta scala dell’intervento a Roccadaspide sottolinea l’impegno costante delle forze dell’ordine nel monitorare e reprimere pratiche illecite che minacciano l’ecosistema. I militari hanno focalizzato la loro attenzione su una specifica realtà aziendale dove, secondo quanto emerso dalle prime battute delle indagini, si sarebbero perpetrate condotte illecite relative alla gestione dei rifiuti.
Rifiuti interrati: un grave danno ambientale
Il cuore dell’indagine ruota attorno alla scoperta di rifiuti interrati all’interno dell’area di pertinenza dell’azienda. Questa pratica, purtroppo non nuova in contesti di traffico illecito, comporta rischi significativi per l’ambiente e per la salute umana. I rifiuti smaltiti in modo non conforme, specialmente se di natura pericolosa, possono contaminare il suolo e le falde acquifere, con conseguenze a lungo termine difficili da bonificare. La metodologia adottata dagli investigatori ha permesso di accertare la presenza di tali depositi abusivi, che ora saranno oggetto di ulteriori analisi per determinarne la tipologia e la pericolosità.
I controlli eseguiti sono stati minuziosi e hanno riguardato sia la documentazione relativa alla gestione dei rifiuti sia le aree fisiche dell’azienda, con l’ausilio di tecniche specifiche per l’individuazione di siti di smaltimento illegale. La fase di verifica sul campo è stata cruciale per raccogliere le prove necessarie a supportare le accuse di traffico illecito. La condotta di interramento dei rifiuti configura, infatti, non solo un illecito amministrativo ma un vero e proprio reato penale, con gravi ricadute per i responsabili.
I provvedimenti cautelari e le indagini in corso
A seguito degli accertamenti e delle evidenze raccolte, sono stati emessi e applicati provvedimenti cautelari. Sebbene i dettagli specifici di tali misure non siano stati resi pubblici, è presumibile che possano includere il sequestro dell’area interessata o di parte dell’azienda, nonché l’iscrizione nel registro degli indagati di persone ritenute responsabili delle violazioni. Tali provvedimenti hanno lo scopo di interrompere immediatamente le attività illecite e di prevenire ulteriori danni ambientali, oltre a garantire la conservazione delle prove per il prosieguo dell’iter giudiziario.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica competente, proseguono per ricostruire l’intera filiera del traffico illecito di rifiuti, individuare eventuali altre figure coinvolte e accertare l’esatta entità del danno ambientale. L’operazione di Roccadaspide si configura come un esempio dell’importanza della vigilanza e dell’azione repressiva per contrastare un fenomeno criminale che continua a minacciare il patrimonio naturale del nostro Paese, e in particolare del Cilento, area di pregio paesaggistico e naturalistico che richiede una tutela rafforzata.


