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18 Settembre 2026
18 Settembre 2026

San Matteo, niente giostre a Salerno dopo le proteste dei residenti

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San Matteo, niente giostre a Salerno dopo le proteste dei residenti

Niente giostre per San Matteo a Salerno quest’anno. L’amministrazione comunale ha annullato in autotutela la delibera che autorizzava l’installazione delle tradizionali attrazioni nei tre giorni dedicati al Santo Patrono, dopo le proteste sollevate dai residenti delle zone di via Testa e via Carella.

Le contestazioni riguardavano principalmente la riduzione dei posti auto nell’area di sosta interessata dalle installazioni e il possibile rumore provocato dalla presenza dei numerosi frequentatori. Una vicenda sulla quale è intervenuta anche Anva Confesercenti Salerno, che ha deciso di non proseguire con l’iniziativa evitando uno scontro con gli abitanti.

Le proteste dei residenti e la decisione del Comune

Le perplessità dei cittadini non sono nuove. Già lo scorso anno alcuni residenti della zona nella quale vengono tradizionalmente collocate le giostre avevano manifestato il proprio dissenso.

Le segnalazioni sono state rivolte sia al Comune di Salerno sia all’Anva, l’Associazione nazionale venditori ambulanti. Al centro delle proteste soprattutto la perdita temporanea di posti auto e il tema del rumore.

L’associazione ha inizialmente fermato l’attività e successivamente la Giunta comunale ha proceduto all’annullamento in autotutela della delibera di autorizzazione.

Il presidente di Anva Confesercenti Salerno, Ciro Pietrofesa, ha però respinto le contestazioni relative ai presunti disagi provocati dalle attrazioni.

«Abbiamo provato, anche utilizzando le immagini dei video degli stessi residenti, che le giostre erano prive di impianti acustici e che la restante parte del parcheggio risultava libera senza nessun disagio», ha dichiarato Pietrofesa.

La mediazione non ha comunque consentito di superare le difficoltà. Gli organizzatori hanno quindi scelto di rinviare l’appuntamento al prossimo anno, anche perché non ci sarebbero più i tempi necessari per individuare un’altra soluzione.

«Non avremmo il tempo di chiedere nuove autorizzazioni e non abbiamo interesse a fare un braccio di ferro con i residenti della zona», ha aggiunto il presidente dell’Anva.

Per il futuro spunta l’ipotesi Brignano

L’associazione punta ora a individuare nuove aree per ospitare le attrazioni in futuro. Tra le ipotesi indicate da Pietrofesa figura anche Brignano, mentre il presidente sottolinea come le contestazioni relative alle manifestazioni arrivino ormai da differenti zone della città, dal centro storico alla zona orientale.

Il confronto riguarda anche gli appuntamenti natalizi. L’Anva avrebbe proposto alla Soprintendenza di utilizzare sul Lungomare casette per i mercatini dotate di una parte posteriore trasparente, con l’obiettivo di non ostacolare la visuale.

Pietrofesa pone infine l’attenzione sul ruolo sociale delle fiere e delle giostre, soprattutto per i più giovani. Secondo il presidente, ridurre le occasioni tradizionali di aggregazione significa diminuire le alternative alla vita trascorsa davanti allo smartphone.

«Senza luoghi di aggregazione li consegniamo alla droga, all’alcol o al teppismo dilagante delle piazze», sostiene Pietrofesa.

Alla questione dell’aggregazione si aggiunge, secondo Anva, la crisi attraversata dal settore degli ambulanti. Le difficoltà organizzative e autorizzative, sostiene l’associazione, rischiano di scoraggiare ulteriormente i giovani intenzionati ad avviare un’attività nel comparto.

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