Sesso, vino e travestiti a Velia

di Giuseppe Galato

Sul palco adagiato nella vecchia acropoli di Elea, al di sotto della torre Angioina, a pochi passi da ciò che resta dell’antico teatro greco, solo un’impalcatura, come quelle usate da quasiasi muratore o imbianchino, a fare da scenografia.

Un approccio che potremmo definire industrial alla rilettura di uno dei personaggi più importanti dell’immaginario greco e del pensiero occidentale successivo (si pensi a Nietzsche): Dioniso.

A confermare il rinnovato approccio al classico sono le musiche che, nella più completa oscurità, riempiono gli scavi di Elea-Velia: un mix di Trip-Hop e D’n’B quasi come fossimo in discoteca. Ed all’apparire della luce ecco muoversi sul palco delle figure che sembrano uscite da un Gay Pride.

"Dioniso: Perduto Iddio", spettacolo scritto da Cinzia Maccagnano e Dario Garofalo ed interpretato da La Bottega Del Pane, è una rivisitazione della tragedia di Euripide riletta in chiave transgender, una sorta di "The Rocky Horror Picture Show" girato da un Terry Gilliam quanto mai spietato e poco ironico.

L’intento di shockare il pubblico è evidente: i sessi si invertono, gli uomini diventano donne, le donne diventano uomini, gli dei si fanno umani, il caos e la morte regano sovrani.

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