Momenti di alta tensione si sono verificati ieri mattina a Salerno, dove il personale sanitario del 118, intervenuto per soccorrere un anziano colto da malore, è stato aggredito da alcune persone presenti sul posto. L’episodio, avvenuto intorno alle 11:31, ha visto un medico e un autista dell’automedica spinti e strattonati, in un contesto di animata protesta scaturita dalla percezione di un ritardo nei soccorsi.
L’intervento e la contestazione
La centrale operativa del 118 di Salerno aveva ricevuto una chiamata per un presunto arresto cardiocircolatorio, attivando prontamente l’automedica Salerno Alfa 2 della Croce Bianca. La destinazione era l’abitazione di un uomo di 94 anni. Tuttavia, all’arrivo dell’equipe medica, la situazione sul luogo dell’emergenza si è presentata tutt’altro che pacifica. Secondo quanto dettagliato dalla pagina Facebook “Nessuno tocchi Ippocrate”, che ha riportato l’accaduto, i soccorritori sono stati accolti da un clima di forte contestazione.
Le persone presenti, presumibilmente familiari o conoscenti dell’anziano, avrebbero espresso con veemenza la loro frustrazione, convinte che l’intervento del 118 non fosse stato sufficientemente rapido. Questa percezione di ritardo ha alimentato una protesta che è rapidamente degenerata in atti di aggressione fisica. Il medico e l’autista dell’automedica sono stati oggetto di spintoni e strattonamenti, al punto da essere allontanati con forza dalla residenza. Un simile comportamento ha ovviamente ostacolato l’operato del personale sanitario, rendendo più complesso e pericoloso l’accesso al paziente e l’erogazione delle cure necessarie.
La presenza di altre squadre e l’arrivo della polizia
È importante sottolineare che, al momento dell’arrivo dell’automedica, un’altra squadra di soccorso era già operativa sul posto. Un’ambulanza della Croce Azzurra di Cava de’ Tirreni era già impegnata attivamente nelle delicate manovre di rianimazione sull’anziano paziente. Questo dettaglio suggerisce che, a prescindere dal percepito ritardo dell’automedica, i soccorsi erano stati comunque attivati e stavano procedendo.
La situazione di crescente disordine e violenza ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Solo con l’arrivo della Polizia di Stato è stato possibile sedare gli animi e ristabilire un minimo di ordine e sicurezza. Gli agenti hanno lavorato per calmare le persone coinvolte e garantire che il personale sanitario potesse svolgere il proprio compito senza ulteriori impedimenti. L’episodio si inserisce in un contesto più ampio di crescente preoccupazione per la sicurezza degli operatori sanitari, che sempre più spesso si trovano a fronteggiare situazioni di tensione e aggressione durante l’esercizio delle loro funzioni essenziali.











