13 Gennaio 2026

Tentano di uccidere un 34enne salernitano: due arresti

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Tentano di uccidere un 34enne salernitano: due arresti

Un accordo per la compravendita di stupefacenti finito nel sangue. È questo, secondo gli inquirenti, il contesto che ha portato al grave episodio avvenuto l’8 novembre scorso a Crotone. Nella giornata di martedì 13 gennaio la squadra mobile della questura di Crotone ha eseguito due arresti per concorso in tentato omicidio, stringendo le manette ai polsi di A.R., 23 anni, e C.P., 26 anni, entrambi crotonesi e già noti alle forze dell’ordine per reati legati agli stupefacenti.

Il provvedimento restrittivo è stato disposto dal GIP del tribunale di Crotone, Assunta Palumbo, su richiesta della locale Procura. La persona offesa è N.C., 34 anni, originario di Salerno.

La sparatoria e il ricovero

I fatti risalgono alla sera dell’8 novembre 2025. In via Inghilterra, nella località Farina, il 34enne è stato raggiunto da quattro colpi di pistola calibro 7.65, riportando ferite gravi alle gambe, all’addome e alla zona lombare. Le sue condizioni hanno imposto il trasporto d’urgenza all’ospedale Pugliese di Catanzaro, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico per l’estrazione di un proiettile.

L’inchiesta

L’operazione che ha portato agli arresti è l’esito di una complessa attività investigativa coordinata dal procuratore capo Domenico Guarascio e dal sostituto procuratore Matteo Staccini. Un’indagine definita “di vecchio stampo”, resa particolarmente difficile dall’assenza di collaborazione sia dei testimoni sia della stessa vittima, arrestata il giorno successivo per detenzione e spaccio e attualmente sottoposta all’obbligo di dimora. Nel fascicolo risultano indagate altre sei persone: quattro per favoreggiamento e due per reati in materia di droga.

Nonostante il muro di omertà, i detective diretti dal vicequestore Costantino Belvedere hanno ricostruito la dinamica concentrandosi sulle piazze di spaccio cittadine e sui collegamenti con ambienti criminali campani. Determinanti l’analisi dei tabulati telefonici della vittima e la ricostruzione dei suoi spostamenti tramite le telecamere di videosorveglianza: gli investigatori hanno individuato un’auto a noleggio che seguiva con continuità il 34enne, risultata poi in uso a uno degli indagati.

Il quadro probatorio si è consolidato con intercettazioni telefoniche e ambientali, decisive per smontare gli alibi costruiti dai due giovani fin dal giorno successivo alla sparatoria.

Le parole intercettate

Dalle captazioni emergerebbe che a sparare sia stato il 26enne. A incastrarlo sarebbero state le sue stesse frasi, pronunciate parlando con la fidanzata e ritenute dagli inquirenti una confessione: «Lo hai capito che mi sono inguaiato la vita? Non l’hai capito che ci vogliono le palle per fare una cosa del genere!».

L’incontro tra i due crotonesi e il salernitano sarebbe avvenuto in una zona isolata, alle spalle di una pizzeria, lontano da sguardi indiscreti. Qualcosa nella trattativa sarebbe degenerato, innescando la reazione armata. L’arma non è stata recuperata e resta da chiarire se appartenesse agli aggressori o se sia stata sottratta alla vittima durante una colluttazione. Nelle motivazioni della custodia cautelare, il GIP ha evidenziato la pericolosità sociale degli indagati, che avrebbero continuato a spacciare anche nei giorni successivi, senza mostrare segni di pentimento.

Panvino: “Risultato frutto dei controlli sul territorio”

«L’indagine – ha dichiarato il questore Renato Panvino – si inserisce in una più ampia e articolata azione della polizia di stato contro le piazze di spaccio e il traffico di stupefacenti, vero core business delle organizzazioni criminali attive nel crotonese con collegamenti anche in Campania. Il risultato odierno è stato possibile anche grazie ai controlli svolti sulla movida del centro storico, frequentato dai due arrestati».

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