Super Head Leader Desktop 1
Belladonna super head leader mobile 1
16 Maggio 2026
16 Maggio 2026

Truffa dello specchietto a Capaccio Paestum: una ventenne sfugge al raggiro

| di
Truffa dello specchietto a Capaccio Paestum: una ventenne sfugge al raggiro

Truffa dello specchietto sventata a capaccio Paestum: una giovane salvata dal padre

Una ragazza di 21 anni è stata vittima di un tentativo di truffa dello specchietto a Capaccio Paestum, un classico raggiro stradale sventato grazie al tempestivo intervento del padre. L’episodio, caratterizzato da un’andatura insolitamente lenta e un rumore simulato, è stato raccontato dal genitore della giovane per mettere in guardia la cittadinanza ed evitare che altri automobilisti cadano nella stessa trappola.

La dinamica del raggiro lungo le strade del Cilento

Il fatto si è verificato lungo un tratto stradale del comune cilentano. Una Fiat 500 X di colore rosso procedeva a velocità ridotta, tra i 30 e i 40 chilometri orari, rallentando il flusso del traffico. Diverse auto hanno iniziato a sorpassare la vettura. Quando è arrivato il turno della ventenne, durante la manovra di sorpasso, la ragazza ha avvertito un colpo nitido sulla lamiera della propria automobile. Guardando nello specchietto retrovisore, la giovane ha notato i passeggeri della 500 X, un uomo e una donna, che le facevano ampi cenni con le mani, intimandole di accostare.

Una volta fermi a bordo strada, i due individui, che dichiaravano di provenire da Cassino, hanno adottato inizialmente un tono comprensivo ma sbrigativo. Hanno sostenuto: «Ci hai toccato, ma non è niente di grave. Andiamo di fretta perché dobbiamo fare una visita ginecologica». Un pretesto studiato per giustificare l’urgenza e l’impossibilità di compilare il modello di constatazione amichevole (CID).

La pressione psicologica e la richiesta di contanti al bancomat

L’atteggiamento dei malviventi è mutato rapidamente quando hanno percepito lo stato di agitazione della ragazza. Hanno iniziato a minacciare gravi conseguenze legali e amministrative, sostenendo che la colpa fosse interamente sua e che l’intervento della polizia avrebbe comportato l’immediato ritiro della patente. Nel panico più totale, alla giovane è stata offerta una “soluzione rapida”: consegnare tutto il denaro contante in suo possesso per chiudere la questione sul posto. Di fronte alla disponibilità limitata della ventenne, i truffatori non hanno esitato a spingerla verso il bancomat più vicino per effettuare un prelievo.

Il ruolo decisivo della famiglia e la fuga dei malviventi

A fare saltare i piani dei malintenzionati è stata la decisione della ragazza di telefonare al padre. Nonostante il forte stress, la giovane è riuscita a chiedere aiuto. Il genitore, compresa immediatamente la situazione dall’altra parte del telefono, ha chiesto di poter parlare direttamente con i due individui. I truffatori, intuendo che il controllo della situazione stava sfuggendo loro di mano, si sono rifiutati di dialogare con l’adulto, continuando a fare pressione sulla ragazza. A quel punto il padre ha impartito istruzioni chiare alla figlia: rientrare immediatamente nell’abitacolo, bloccarsi dentro e comunicare ai due soggetti che le forze dell’ordine erano già state allertate e stavano per giungere sul posto. Di fronte alla prospettiva dell’arrivo della polizia, la coppia è risalita a bordo della Fiat 500 X e si è dileguata rapidamente.

I dettagli tecnici: il trucco del pastello sulla carrozzeria

Un elemento chiave emerso dalla segnalazione riguarda la percezione della vittima. La ragazza era assolutamente convinta di aver urtato l’auto, ingannata dal rumore secco avvertito in movimento, spesso provocato dal lancio di una pallina, di un sasso o dall’uso di un bastone flessibile da parte dei truffatori. Inoltre, sulla carrozzeria della vettura della giovane è rimasta una strisciata colorata. Si tratta della tecnica del colore a pastello o del gessetto: i truffatori segnano preventivamente l’auto della vittima (o la propria) per simulare visivamente l’impatto e convincere l’automobilista del danno mai avvenuto.

Vademecum di sicurezza: come difendersi

Questo episodio evidenzia l’importanza di mantenere la calma e di adottare precise contromisure in caso di sinistri sospetti:

  • Diffidare delle richieste di denaro in contanti: Qualsiasi proposta di risarcimento immediato per evitare l’assicurazione o le forze dell’ordine deve essere considerata un segnale d’allarme.
  • Rimanere in contatto con le autorità: Se si scende dall’auto per verificare un danno, è consigliabile farlo mostrando di essere già al telefono con il 112 o il 113. La semplice presenza di una telefonata in corso verso le forze dell’ordine rappresenta il principale deterrente per i truffatori.
  • Non cedere alle minacce verbali: Le sanzioni come il ritiro della patente non vengono decise unilateralmente dalle controparti, ma solo dagli organi di polizia stradale dopo i rilievi previsti dalla legge.

Nei giorni scorsi, un episodio simile era stato segnalato anche ad Eboli.

Consigliati per te
Belladonna articolo desktop
Asi investigazioni mobile
Besani mobile second class 2_3

©Riproduzione riservata