L’avvocato Simone Labonia ci indica i doveri che la normativa impone, senza mettere a rischio l’incolumità personale.
Assistere alla scena di una persona aggredita e picchiata in pubblico pone una questione che non è soltanto morale, ma anche giuridica, riguardo all’obbligo del cittadino ad intervenire personalmente.
La normativa italiana distingue tra il dovere di prestare soccorso e la possibilità di usare la forza per fermare l’aggressore.
La disposizione punisce chi, trovando una persona ferita o altrimenti in pericolo, omette di prestare l’assistenza occorrente oppure di dare immediato avviso all’autorità. La norma non impone, tuttavia, a chiunque assista a una violenza di affrontare fisicamente l’aggressore: l’assistenza può consistere, quando adeguato alle circostanze, nell’allertare tempestivamente i soccorsi e le forze dell’ordine.
Diverso è il caso in cui un testimone decida di intervenire direttamente per proteggere la vittima.
Di fatto, se una persona sta subendo un’aggressione ingiusta e attuale, il terzo può reagire per interromperla, purché la condotta sia necessaria e proporzionata al pericolo concreto.
Non esiste, però, una licenza indiscriminata a usare la violenza. La reazione deve essere funzionale a salvare la vittima e deve cessare quando il pericolo è terminato. Colpire l’aggressore per vendetta, infierire su di lui quando è ormai immobilizzato o ricorrere a una forza manifestamente eccessiva può determinare responsabilità penale.
La difesa deve rappresentare una risposta necessaria, non sostituibile con un’altra meno dannosa ma ugualmente idonea a tutelare il diritto minacciato. Il principio è stato confermato dalla giurisprudenza, che richiede l’attualità del pericolo, la necessità della reazione e la proporzione tra difesa e offesa.
Sul piano pratico, chi assiste a un pestaggio dovrebbe chiamare immediatamente il 112, indicare con precisione il luogo, descrivere quanto accade e richiedere assistenza sanitaria quando necessaria. Se possibile senza esporsi a rischi sproporzionati, può attirare l’attenzione di altre persone, documentare elementi utili e aiutare la vittima una volta cessato il pericolo.
L’ordinamento, quindi, non pretende gesti eroici né impone di affrontare fisicamente chi è violento. Esige, però, che non si ignori una persona in evidente pericolo quando sia possibile prestarle assistenza. Tra l’indifferenza e lo scontro fisico esiste una terza via: intervenire responsabilmente, attivando i soccorsi e proteggendo la vittima nei limiti delle proprie possibilità.












