Le esperienze di sviluppo locale di Sistema Cilento e Cilento KIBS entrano nelle aule dell’Università degli Studi di Napoli Federico II come caso di studio sull’innovazione e l’imprenditorialità sociale. L’iniziativa si è svolta nel Complesso universitario di San Giovanni a Teduccio, nell’ambito del corso di laurea magistrale in Innovazione sociale del Dipartimento di Scienze Sociali, su invito del professor Francesco Pirone.
Al centro dell’incontro, il modello di rete tra istituzioni, professionisti e imprese promosso da Sistema Cilento, Agenzia locale di sviluppo nata nel 1999 a Vallo della Lucania, e dal programma Cilento KIBS, attraverso il quale vengono offerti servizi ad alto contenuto di conoscenza. Attualmente sono cinque le aree di attività: finanza agevolata, sviluppo digitale, comunicazione e marketing, servizi alle imprese e formazione.
Durante il confronto con gli studenti si è discusso delle opportunità delle aree interne, delle risorse del Cilento e del Vallo di Diano e del ruolo dell’economia sociale nella capacità di trasformare i bisogni delle comunità in progetti sostenibili, in grado di generare lavoro, valore e inclusione.
A illustrare le esperienze concrete sono stati Giovanni Tortora, che ha raccontato il percorso che lo ha portato ad aprire a Pisciotta, con il supporto di Cilento KIBS e attraverso la misura Resto al Sud, un laboratorio dedicato al plastiglomerato, materiale ottenuto dalla fusione di plastica ed elementi naturali raccolti sulle coste; Luca Cresciullo, responsabile digitale del programma, e Dario Manganiello, responsabile e-commerce, che hanno approfondito il ruolo delle competenze digitali nello sviluppo delle attività locali e delle filiere artigiane.
«Il dialogo tra università e territori può aprire strade nuove. L’innovazione sociale parte dall’ascolto dei bisogni reali e fare rete significa costruire fiducia», ha dichiarato il presidente di Sistema Cilento, Marco Sansone.
Secondo Daniele D’Amato, coordinatore di Cilento KIBS, «lo sviluppo di un territorio nasce dalla quadrupla elica, cioè dalla rete tra università, imprese, istituzioni e terzo settore».
L’incontro ha approfondito anche il valore della collaborazione tra professionisti con competenze differenti, chiamati a mettere a disposizione le proprie esperienze per sostenere le imprese e accompagnare i processi di sviluppo del territorio.












