Vallo della Lucania, a rischio il 118. Sindaci all’attacco: «Significa perdere la dignità»

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Vallo della Lucania, a rischio il 118. Sindaci all’attacco: «Significa perdere la dignità»

È stata dura la presa di posizione delle istituzioni contro la possibile chiusura del servizio di emergenza ed urgenza del 118 dell’ospedale San Luca, l’unico presidio ospedialiero e coprire l’intera fascia costiera fino a Sapri e parte dell’entroterra. Secondo il piano regionale, infatti, è prevista un’unica centrale operativa. Le chiamate per il coordinamento verranno ciò gestite in un unico luogo. Le ambulanze, stando sempre al piano regionale, continueranno a salvare vite nel Cilento e così le eliambulanze, cambierà solo il posto dove tutti questi interventi verranno coordinati. 

«La perdita del nostro 118 significa perdere la possibilità di effettuare, come è stato fatto in questi anni, ventiduemila interventi tra codici rossi, gialli, verdi e bianchi; significa perdere la possibilità di ricerca di circa 7000 posti letto tra casi clinici urgenti e non urgenti; significa perdere l’attività di elisoccorso, fatta quasi a cadenza settimanale; significa perdere la possibilità di ricerca di posti letto extraregione – tuona Toni Aloia, sindaco di Vallo della Lucania, a farli coro il sindaco di Castel Nuovo (Eros Lamaida) ed il primo cittadino di Moio della Civitella (Enrico Gnarra) -. significa perdere la possibilità di dare centinaia di consigli telefonici; significa perdere l’ attivazione psichiatrica , fatta scrupolosamente centinaia di volte, seguendo, passo per passo, ogni intervento; significa perdere la professionalità degli operatori della centrale operativa che con senso di abnegazione hanno garantito, nel corso di questi anni, l’efficacia del servizio».

I tre sindaci non usano mezzi termini ed entrano nei tecnicismi. «La l.R. n.2/94, proprio in considerazione delle caratteristiche del Cilento e dell’ intera area Parco, ha previsto la centrale operativa 118 a Vallo della Lucania, con ambito di riferimento territoriale corrispondente alle ex UUSSLL 58,59, 60 e 61.Il decreto Balduzzi, inoltre, prevede una centrale del 118 ogni 600.000 abitanti – spiegano all’interno del comunicato stampa -. la nostra provincia consta di 1100000 abitanti circa, la nostra area Parco circa 300000 abitanti. Da qui, la sconsideratezza di pensare di operare una fusione delle centrali del 118 esistenti a Salerno e provincia e di annullare, per la sua posizione baricentrica, quella di Vallo della Lucania».

Infine un duro affondo «Perdere il servizio 118 significa, infine, non essere più riconosciuti, costituzionalmente, cittadini italiani. Perdere il nostro 118 significa perdere la dignità e la vita». Una lettura molto dura quella dei tre sindaci, che non lascia scampo. È però possibile che il trasferimento della centrale operativa fuori dal Cilento potrebbe allungare i tempi di coordinamento, sebbene le ambulanze e i soccorritori resteranno sul posto. Un caso simile accade con i vigili del fuoco, chiamando il 115 risponde il centralino da Salerno che, senza troppi intoppi, si coordina con le stazioni. Sarà così anche per il 118?

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