Vino, cultura e diplomazia si incontreranno il 15 settembre all’Ambasciata del Messico a Roma in occasione delle celebrazioni per il Grito de Dolores, l’evento che tradizionalmente dà inizio alle celebrazioni dell’indipendenza messicana. All’appuntamento parteciperà anche Identità Mediterranea, associazione culturale guidata dal giornalista enogastronomico e sommelier Gaetano Cataldo.
La ricorrenza rievoca la notte tra il 15 e il 16 settembre 1810, quando il sacerdote Miguel Hidalgo y Costilla lanciò il proclama che diede avvio alla rivolta contro il dominio spagnolo. Le celebrazioni rappresentano uno dei principali appuntamenti istituzionali della comunità diplomatica messicana in Italia.
Nel programma della serata troverà spazio anche una selezione di vini provenienti principalmente dalla Campania, con una presenza del vicino Molise. L’iniziativa punta a utilizzare il vino come strumento di conoscenza dei territori e delle loro tradizioni produttive, affiancando alla dimensione enologica quella del dialogo culturale.
La collaborazione tra Identità Mediterranea e l’Ambasciata del Messico, secondo quanto riferito dall’associazione, si è sviluppata negli ultimi anni attraverso diverse iniziative. Tra queste figurano le celebrazioni degli anniversari dell’indipendenza messicana, appuntamenti legati alla cultura e alla letteratura e la visita in Cilento dell’attuale ambasciatore messicano in Italia, Genaro Fausto Lozano Valencia.
Tra le realtà vitivinicole coinvolte nell’appuntamento figurano Agricola Bellaria di Roccabascerana, Il IV Miglio di Quarto, Cantine Palazzo Marchesale, Casa Setaro di Trecase, Asprinio De Angelis di Casal di Principe, Viticoltori Cocozza di Agropoli, Cantine Matese di Alife, Ocone 1910 di Ponte e Ca’ Stelle di Castelvenere.
La selezione comprende diversi vitigni autoctoni campani, dall’Aglianico al Fiano, dalla Falanghina al Piedirosso, dall’Asprinio al Caprettone, fino alla Camaiola, oltre alla Tintilia del Molise. Una scelta che mette al centro la biodiversità viticola e il recupero di varietà legate alla storia agricola dei territori.
Particolare attenzione è dedicata anche alle pratiche tradizionali di coltivazione, come l’alberata aversana dell’Asprinio, e alla salvaguardia di varietà che nel tempo hanno rischiato di essere abbandonate o sostituite da vitigni più diffusi.
L’incontro all’Ambasciata del Messico si inserisce così nel più ampio rapporto culturale tra Italia e Messico, utilizzando il patrimonio enogastronomico come occasione di confronto tra identità, tradizioni e territori.












