Zona Rossa e Natale, Confesercenti: «Senza ristori fiscali non ci sarà ripartenza»

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Zona Rossa e Natale, Confesercenti: «Senza ristori fiscali non ci sarà ripartenza»

di An. Vu.

«Se non ci si attiva subito per una politica dalla  “fiscalità zero”  per il prossimo anno e almeno fino al 2022 finiremo con la concreta possibilità di vedere chiudere migliaia e migliaia di esercenti generando quell’ esercito di nuovi poveri  che manderebbe inevitabilmente interi territori del nostro Paese in una crisi economica senza precedenti». È questa l’ennesima amara considerazione della Confesercenti Provinciale di Salerno, sulla scorta delle proiezioni macroeconomiche apparse sui media in questi giorni.

Dichiarazioni forti, ma necessarie perché se è vero che si stanno “ristorando” già le piccole imprese, è molto probabile, anzi  certo, che questo contributo  basterà, se slegato e quindi non accompagnato da una pace fiscale almeno annuale, soltanto  a pagare le prossime “inevitabili” tasse.

«Occorre immediatamente una politica del “sostegno” alla quale noi di Confesercenti abbiamo sempre fatto riferimento e che tutt’ora latita», spiega il presidente Raffaele Esposito. 

«Non si è posto in essere il piano economico e sociale  poderoso più volte invocato, ma semplici indennizzi con una capacità economica dimezzata rispetto alle prime misure governative, bene il fronte dei ristori per le attività dei centri storici, una piccola  vittoria della nostra organizzazione che gridava a gran voce questi interventi, bene la velocità di esecuzione in alcuni casi, male, malissimo la portata economica, la dimenticanza di intere categorie commerciali, la mancata strategia unitaria di uscita dalla crisi e la mancata fiducia finanziaria a supporto delle PMI con una dotazione creditizia a tasso zero per imprese ed esercenti. Proprio la percezione di una mancata “exit strategy” – aggiunge Esposito – è il fattore preminente di negatività che interagisce inevitabilmente  poi nella vita reale delle nostre comunità, la sensazione sempre più evidente di una navigazione a vista nell’attesa del vaccino che ad oggi sembrerebbe l’unica vera speranza di “salvezza” dalla pandemia sanitaria».

«Salvare (speriamo)  il Natale per poi richiudere a Pasqua o interrogarsi ancora sulla prossima stagione estiva?», sono gli  interrogativi  che il  numero uno della Confesercenti Provinciale di Salerno pone per l’ennesima volta  alle istituzioni, «una strategia mancata fino ad oggi  che ci ha fatto perdere tempo prezioso nella lotta al Covid 19 secondo alcuni, oppure una strategia, ai più invisibile, ma vera che ci porterà ad affrontare meglio i mesi da Dicembre in poi?». 

Interrogativi che per il momento vanno a condire una fase sanitaria, sociale ed economica drammatica. «Ospedali  al collasso almeno a quanto si apprende dalle fonti  sanitarie, esercenti ostaggio di una nuova enorme mole di  informazione spesso fuorviante, burocrazia  alle stelle e pressione fiscale e balzelli da sempre, quelli si, in attesa di ripartire in maniera massiccia  alla prima occasione possibile. Tasse locali, senza lo sgravio dovuto per chi è stato chiuso in questi mesi, già inviate quasi ovunque in provincia a tutti anche a coloro i quali hanno sofferto la prima parte del lockdown, e zero solidarietà tranne  poche ed apprezzate  eccezioni», aggiunge Esposito. 

Una zona rossa ed un nuovo lockdown, «oltre quello camuffato e nei fatti già operativo da ottobre, provvedimenti decisi in poche ore e ristori che al momento serviranno ai nostri esercenti ed imprenditori esclusivamente a galleggiare pagando tasse balzelli ed utenze», conclude amaramente il presidente Esposito «un altra grande occasione persa, a livello verticistico,  per ridare fiducia vera a imprese e famiglie attraverso quel piano poderoso di rilancio socio – economico che tutti, oggi, si sarebbero aspettati. Il futuro per la nostra provincia salernitana, così come certificato dall’ultima analisi Anpal Uunioncamere sull’andamento occupazionale di Novembre 2020 con un meno 16 %  rispetto al 2019,  non sarà certamente roseo, forse rosso, speriamo rosso Natale però».

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