Allarme Marsili, Facebook e Twitter scossi dal pericolo tsunami

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Allarme Marsili, Facebook e Twitter scossi dal pericolo tsunami

Allarme Marsili sui social network. La popolazione dei social da qualche tempo è terrorizzata da alcune sconcertanti immagini che girano sul web. Nonostante le molteplici segnalazioni, infatti, un terribile allarme infondato circa un’improvvisa eruzione del vulcano sottomarino Marsili continua a circolare senza che nessuno riesca a fermarlo. Sono servite a poco, infatti, le diverse interviste fatte a esperti geologi e vulcanologi circa l’infondatezza del pericolo Marsili e di un possibile conseguente tsunami collegato all’evento eruttivo. Così come è servito a poco, inviare segnalazioni ai vari social network per rimuovere il post incriminato: questo, infatti, continua a girare senza sosta provocando il terrore tra la popolazione.

L’immagine incriminata che sta girando oramai da tempo su Facebook e Twitter è un’onda di tsunami che, stando a chi incoscientemente l’avrebbe pubblicata, arriverebbe circa 60 minuti dopo il crollo delle pareti del vulcano. Immagini che ben poco lasciano all’immaginazione e che, invece, hanno il sapore di quei film d’alta tensione che tanto di moda vanno in Tv nei mesi estivi.

Il Marsili è un gigante sommerso che da anni è al centro dell’attenzione degli esperti e oggetto di numerosi ‘allarmi bufala’ riguardanti una sua eruzione imminente. Ma gli esperti dell’Ingv chiariscono subito: «Un’eruzione è improbabile – dichiara Giuseppe D’anna vulcanologo dell’Ingv – Tutto quello che sta girando in rete non ha alcun supporto scientifico. Certo – continua D’anna – non sappiamo cosa sta facendo il vulcano, perché il Marsili non è l’Etna. E’ da anni, infatti, che spingiamo affinchè venga monitorato, ma nessuno si è mai curato di questo – spiega il vulcanologo – noi abbiamo fatto solo due campagne e non abbiamo strumenti sul vulcano». «Per il monitoraggio del gigante sottomarino -sottolinea l’esperto – ci vogliono 10 volte gli investimenti rispetto a uno a terra, e questo vulcano è più esteso dell’Etna, su ben 70 km di lunghezza».

«La possibilità di tsunami in corpi sottomarini c’è sempre, ma non perchè è un vulcano – tiene a spiegare ancora D’Anna – basti ricordare quello che è successo nel 2000 a Stromboli, si è staccato del materiale dalla parte subaerea e un corpo di materiale franoso ha provocato l’onda anomala». «Non è peregrina, quindi, l’idea di uno tsunami, ma l’origine principale non può essere addebitata a un’eruzione, ma magari a una frana. C’è molta instabilità lungo le coste italiane – conclude il vulcanologo – non è solo un problema vulcanico».

Il Marsili è un vulcano sottomarino localizzato nel Tirreno meridionale: si trova a circa 140 km a nord della Sicilia e a 150 km ovest dalla Calabria. E’ il più esteso vulcano d’Europa, con una base di oltre 170km. Questo gigante è stato scoperto negli anni venti del XX secolo e battezzato ‘Marsili’ in onore dello scienziato italiano Luigi Ferdinando Marsili. Oggetto di studio a partire dal 2005 nell’ambito di progetti strategici del CNR attraverso un sistema multibeam e di reti integrate di monitoraggio per osservazioni oceaniche, con i suoi 70 km di lunghezza e 30 km di larghezza (pari a 2100 chilometri quadrati di superficie) il Marsili rappresenta uno dei vulcani più estesi d’Europa. Il monte si eleva per circa 3000 metri dal fondo marino, raggiungendo con la sommità la quota di circa 450 metri al di sotto della superficie del mar Tirreno.

 

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