Sabato 21 febbraio 2026 il Theatrum di Miggiano, in provincia di Lecce, ha ospitato la prima edizione del concorso nazionale “Flicornino d’Oro”, manifestazione dedicata a uno degli strumenti simbolo della tradizione bandistica italiana. L’iniziativa, promossa dall’associazione musicale Turandot e patrocinata dal Comune di Miggiano e dal Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce, nasce con l’obiettivo di valorizzare il flicornino sopranino, solista per eccellenza capace di interpretare il repertorio lirico leggero e drammatico che da oltre un secolo accompagna feste patronali e concerti nelle piazze del Sud.
A presiedere la giuria il Maestro Francesco Muolo, affiancato dai Maestri Mario Ciervo, Emilio Mazzotta, Giovanni Guerrieri e Francesca Valente, che hanno seguito le fasi eliminatorie e finali garantendo rigore e competenza nella valutazione delle esibizioni.
Sul palco si sono alternati concertisti affermati ed emergenti provenienti da tutta Italia: Aldo Terrezza (Lazio), Antonio Fedullo, Costabile Franciulli e Geremia Ambrosino (Campania), Carlo Alberto Junior Gallese (Abruzzo), Vito Mitoli, Leonardo Lozupone, Donato Botrugno, Tommaso Sabato, Massimiliano Bucci e Dario Spennato (Puglia), oltre a Piero Costa (Calabria). Un parterre di alto livello che ha reso la competizione particolarmente intensa e spettacolare.
Ad aggiudicarsi il primo premio è stato il Maestro Antonio Fedullo, originario di Pisciotta (Salerno), docente presso il Conservatorio “Giuseppe Martucci” di Salerno e flicornino concertista della Grande Banda del Cilento diretta dal Maestro Nicola Pellegrino. La sua interpretazione ha convinto la giuria per la capacità di coniugare potenza sonora e raffinatezza lirica, qualità essenziali per uno strumento che richiede controllo del fiato, precisione tecnica e profonda sensibilità musicale.
Secondo classificato Dario Spennato, terzo Donato Botrugno.
«Non è stato facile, ma l’obiettivo è stato raggiunto», ha dichiarato Fedullo al termine della premiazione, ringraziando gli organizzatori, i colleghi che lo hanno sostenuto e dedicando il successo alla famiglia e alla sua terra, il Cilento, che porta «sempre nel cuore».
Il riconoscimento rappresenta non solo un traguardo personale per il musicista campano, ma anche un motivo di orgoglio per l’intero movimento bandistico regionale, custode di una tradizione musicale che continua a rinnovarsi attraverso nuove generazioni di solisti.




