Nel 2026 gli automobilisti italiani si trovano ad affrontare un quadro assicurativo complesso, segnato da premi RC Auto in aumento per una quota significativa di guidatori e da pronunciate differenze tra le varie aree del Paese, con impatti economici e comportamentali rilevanti per consumatori e imprese.
Secondo i dati più recenti dell’osservatorio di Facile.it, a dicembre 2025 il premio medio RC Auto in Italia si è attestato a circa 629,24 euro, in leggera crescita (+1,5%) rispetto ai sei mesi precedenti, ma ancora inferiore (-2,3%) ai livelli di fine 2024. Tuttavia, le dinamiche del costo delle polizze sono tutt’altro che uniformi su scala nazionale.
Perché aumentano le tariffe
Il recente aumento dei premi non dipende soltanto dalla frequenza dei sinistri: secondo gli analisti, i costi delle polizze risentono di diversi fattori, tra cui il nuovo regime fiscale che ha portato l’aliquota sulle garanzie accessorie (come infortuni conducente e assistenza stradale) al 12,5% dal primo gennaio 2026. Questa maggiorazione si riflette direttamente sul costo finale delle polizze, penalizzando in particolare chi rinnova con garanzie extra.
Allo stesso tempo, sebbene la frequenza dei sinistri con colpa sia diminuita del 14% nel 2025, il valore medio dei sinistri resta elevato e pesa sulle tariffe che le compagnie devono sostenere.
Nord vs Sud: il peso della geografia assicurativa
Uno degli aspetti più critici del sistema Rc Auto italiano sono le forti differenze territoriali nei costi delle polizze e nella frequenza di incidenti.
In passato indagini sui dati regionali avevano già evidenziato un divario tra Nord e Sud, con alcune regioni meridionali come Campania, Puglia, Calabria e Sicilia tra le aree in cui il premio medio risultava più alto rispetto alle regioni del Nord, dove invece si registravano cali più marcati nei costi delle polizze.
I dati più recenti sull’incidentalità confermano la variabilità territoriale: tra le regioni con maggiore incidenza di sinistri con colpa nel 2025 figurano Liguria, Marche e Sardegna, mentre aree come Calabria e Basilicata risultano relativamente più virtuose, con minori percentuali di automobilisti che subiranno un aumento di premio per questo motivo.
Queste differenze si riflettono anche a livello provinciale: ad esempio, la provincia di Fermo ha registrato una delle percentuali più alte di denunce di sinistri con colpa, mentre Vercelli e Pordenone sono tra le realtà con tassi più bassi.
Ruolo delle scatole nere
Negli ultimi anni il ricorso alle scatole nere (dispositivi di telematica installati sulle auto) è diventato un elemento importante per le compagnie. Questi dispositivi registrano dati di comportamento dell’automobilista, come distanza percorsa, velocità e manovre di guida, e possono portare a sconti significativi sul premio per i guidatori più virtuosi.
L’opzione della scatola nera è oggi uno degli strumenti più usati per mitigare i costi di una polizza, soprattutto per chi vive in aree con premi storicamente elevati: una guida sicura e costante può tradursi in una classe di merito più favorevole e dunque in un costo assicurativo più basso rispetto alle polizze tradizionali senza telematica.
Impatto sui consumatori
L’esposizione media degli automobilisti ai rincari non è trascurabile. Secondo alcune stime, circa un milione e mezzo di automobilisti italiani potrebbe vedere aumentare il proprio premio nel corso del 2026, soprattutto se hanno effettuato almeno un sinistro nei 12 mesi precedenti o hanno garanzie accessorie costose incluse nella polizza.
In questo contesto, molti consumatori sono spinti a confrontare preventivi online, valutare la scatola nera come strumento di risparmio, oppure rivedere le coperture accessorie, per contenere la spesa complessiva.




