La Vespa spegne ottanta candeline e lo fa riaffermando la propria identità di simbolo senza tempo del design e della mobilità italiana. Nata nel 1946 negli stabilimenti Piaggio di Pontedera, la Vespa è diventata in otto decenni un fenomeno globale, con quasi 20 milioni di esemplari venduti in tutto il mondo.
Per celebrare l’anniversario, il marchio introduce una serie speciale che guarda alle origini reinterpretandole in chiave contemporanea. Arrivano infatti le nuove Vespa Primavera 80th e Gts 80th, modelli celebrativi che riportano al centro l’identità storica dello scooter più celebre d’Italia attraverso dettagli ispirati ai primi esemplari del 1946.
Elemento distintivo della gamma è il ritorno del “Verde Pastello”, tonalità iconica recuperata dagli archivi storici Piaggio e già utilizzata sulle Vespa delle origini. La colorazione caratterizza non solo la carrozzeria, ma anche particolari come profili, specchi e sospensioni, in un gioco di finiture lucide e satinate che richiama il passato senza rinunciare alla modernità.
Non mancano dettagli stilistici evocativi: sella artigianale tono su tono, inserti in gomma sulla pedana e cerchi ispirati alla storica Vespa 98, oltre a badge celebrativi con la dicitura “Est. 1946”. Sulla versione Primavera compare anche una griglia laterale che richiama le soluzioni tecniche dei primi modelli, sottolineando il legame diretto con la tradizione.
Le celebrazioni non si limitano ai modelli speciali. Piaggio ha annunciato anche una collezione dedicata di abbigliamento e accessori “80th Anniversary”, pensata per tradurre l’estetica Vespa in uno stile contemporaneo e lifestyle.
Il culmine dei festeggiamenti è previsto a Roma dal 25 al 28 giugno 2026, con quattro giorni di eventi nella Capitale, scelta simbolicamente per il suo legame con la “dolce vita” e con l’immaginario internazionale della Vespa.
Ottant’anni dopo il deposito del brevetto, la Vespa continua così a rappresentare molto più di un mezzo di trasporto: un’icona culturale capace di attraversare generazioni, rinnovandosi senza perdere la propria anima.












