Un acquerello monocromatico a seppia del 1817 raffigura uno degli scorci più suggestivi del Vallo di Diano: il ponte di Campestrino, lungo l’attuale Strada Statale 19 nel tratto che collega Pertosa a Polla. A raccontarne storia e curiosità è l’architetto Costabile Cerone in un post che intreccia arte, ingegneria e memoria locale.
L’opera è raffigurata dal pittore inglese John Thomas Ibbetson, poi divenuto Sir John Thomas Selvin, 6° baronetto. Nel suo acquerello, il ponte – detto anche Campostrino – si staglia con le sue alte arcate nella gola profonda che separa i due centri del Vallo, restituendo già nell’Ottocento l’idea di un’infrastruttura imponente e ardita.
Secondo quanto ricostruito da Cerone sui social, il ponte fu realizzato durante il regno di Ferdinando IV di Borbone, nell’ambito del più ampio progetto di bonifica del Vallo di Diano e di costruzione della Regia Strada per la Calabria. Un’opera strategica per collegare il Regno e favorire scambi e controllo del territorio, che rese necessario superare la profonda gola di Campestrino con una soluzione tecnica di grande complessità.
La struttura si distingue per le elevate arcate intervallate da robusti contrafforti e per un sistema viario articolato che, subito dopo il ponte, si sviluppa in cinque ripidi tornanti sostenuti da imponenti muri di contenimento. Un insieme che coniuga funzionalità e monumentalità, tipico dell’ingegneria borbonica del tempo.
Nella primavera del 1788, ricorda l’architetto, lo stesso Ferdinando IV si recò personalmente nel Vallo di Diano per verificare lo stato dei lavori, affidati all’ingegnere Carlo Pollio, già impegnato nel restauro del ponte romano sul Tanagro a Polla. Il sovrano, tuttavia, non condivise la scelta del tracciato che passava direttamente per Campestrino, ritenendo eccessivo il costo dell’opera: ben seicentomila ducati.
È a questo punto che la storia sfuma nella leggenda. Secondo una testimonianza di uno scrittore locale, le critiche del re avrebbero ferito profondamente l’orgoglio del progettista collaboratore di Pollio. Un dispiacere tale – si racconta – da spingerlo a togliersi la vita, gettandosi proprio da quel ponte che aveva contribuito a realizzare.
Un episodio che resta sospeso tra cronaca e mito, ma che aggiunge una dimensione umana e drammatica a un’infrastruttura destinata a segnare il paesaggio e la storia del territorio.
Il ponte di Campestrino, oggi attraversato quotidianamente da automobilisti, non è soltanto una significativa testimonianza dell’ingegneria settecentesca ma rappresenta tuttora un’infrastruttura strategica per i collegamenti del Vallo di Diano, oltre che un segno identitario riconoscibile del paesaggio locale.

Foto John Thomas Ibbetson (artista inglese del XIX secolo, nato nel 1789), Ponte di Campestrino, Acquerello monocromatico (22,5 x 32,5 cm), Collezione privata – Fonte architetto Costabile Cerone




