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4 Marzo 2026
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Agropoli, abusivismo in spiaggia: sequestrato un lido a Trentova. Scatta lo stop ai lavori

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Agropoli, abusivismo in spiaggia: sequestrato un lido a Trentova. Scatta lo stop ai lavori

Blitz interforze questa mattina ad Agropoli, dove lo stabilimento balneare del Lido Trentova è stato posto sotto sequestro al termine di un’operazione congiunta che ha visto impegnati polizia municipale, guardia di finanza e guardia costiera. L’intervento si è concluso con l’apposizione dei sigilli e l’immediata sospensione delle attività di cantiere.

A coordinare l’azione sono stati gli agenti della polizia municipale guidati dal comandante Maurizio Cauceglia, affiancati dal responsabile dell’ufficio tecnico comunale Agostino Sica, insieme ai militari delle fiamme gialle e agli uomini della capitaneria.

Le contestazioni

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, sarebbero state rilevate difformità rispetto ai titoli edilizi rilasciati e ai pareri delle autorità sovracomunali competenti. Tra le criticità segnalate figurano colate di cemento non previste nei progetti autorizzati e, stando alle contestazioni, non compatibili con un’area sottoposta a vincolo, situata all’interno del Parco Nazionale e a ridosso del mare.

Ulteriore rilievo riguarda un’occupazione ritenuta illegittima di suolo demaniale per una superficie di circa 80 metri quadrati. Alla luce delle presunte irregolarità, il cantiere è stato sequestrato e affidato in custodia giudiziaria allo stesso proprietario dello stabilimento.

Il caso ora all’esame della magistratura

La vicenda passa ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, che dovrà valutare la fondatezza delle ipotesi contestate. I lavori, già oggetto di osservazioni e perplessità da parte di alcuni cittadini che avevano espresso dubbi sull’entità degli interventi in corso, hanno dunque trovato un primo riscontro nell’azione delle forze dell’ordine.

Scontro politico

L’operazione ha immediatamente acceso il confronto politico in città. Il consigliere comunale Massimo La Porta interviene con parole dure: «Il sequestro dell’area alla Baia di Trentova e il blocco dei lavori da parte della guardia di finanza non sono un episodio isolato. Sono l’ennesima spia rossa di un modo superficiale, disinvolto e pericoloso di governare il territorio».

Nel mirino anche la gestione della pianificazione urbanistica. «Quando si amministrano luoghi simbolo come Trentova, quando si interviene su aree sensibili, quando si mette mano alla pianificazione urbanistica, non si può improvvisare – afferma – Servono rigore, trasparenza, rispetto delle regole. E invece è esattamente il contrario di ciò che stiamo vedendo. Abbiamo assistito alle modifiche agli Atti di Programmazione degli Interventi del PUC, presentate come semplici modifiche, ma che incidono su comparti, perequazioni e modalità attuative: scelte strutturali trattate come se fossero un dettaglio amministrativo. È un metodo: si minimizza, si tira dritto, si pretende che la città subisca in silenzio».

Il consigliere conclude con un affondo diretto all’amministrazione: «Se oggi assistiamo a sequestri, polemiche, forzature interpretative e scelte che espongono l’Ente a rischi e contenziosi, qualcuno dovrebbe fermarsi e assumersi la responsabilità politica di ciò che sta accadendo. Fate un’analisi di coscienza. Per il bene della città, dimettetevi».

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