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5 Luglio 2026
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Ospedale di Agropoli, lettera aperta di pazienti e familiari: «La protesta non può trasformarsi in una festa»

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Ospedale di Agropoli, lettera aperta di pazienti e familiari: «La protesta non può trasformarsi in una festa»

Una lettera aperta, firmata da un gruppo che si presenta come “Gruppo autonomo cittadini ospedalizzati”, è stata inviata nelle scorse ore alle redazioni per denunciare quella che viene definita una progressiva perdita di dignità del presidio di protesta allestito davanti all’ospedale di Agropoli.

Gli autori spiegano di essere pazienti ricoverati, familiari di degenti, medici e infermieri accomunati dall’esperienza vissuta quotidianamente all’interno del presidio sanitario. Tra loro, raccontano, ci sono anche persone che stanno assistendo i propri cari nelle fasi terminali della malattia.

Nella lettera viene espresso apprezzamento per l’impegno di chi da tempo si batte per il rilancio della sanità cilentana e per la riapertura del pronto soccorso, una battaglia definita “giusta e condivisibile”. Tuttavia, il gruppo contesta le modalità con cui, a loro dire, si starebbe svolgendo il presidio permanente.

Secondo quanto riportato, nelle vicinanze dei reparti ospedalieri si sarebbero svolti momenti conviviali, spettacoli teatrali, musica e brindisi, circostanze ritenute incompatibili con il contesto di sofferenza vissuto quotidianamente all’interno dell’ospedale.

Nella missiva si fa inoltre riferimento alla presenza, sotto la tenda della protesta, di divani, frigoriferi, ventilatori e numerose scorte alimentari. Elementi che, secondo gli estensori del documento, contribuirebbero a trasformare una manifestazione nata per rivendicare il diritto alla salute in un’iniziativa dal carattere ricreativo, alimentata anche dalla pubblicazione sui social di immagini che mostrerebbero momenti conviviali.

«Protestare è un diritto sacrosanto – scrivono – ma davanti a un luogo di sofferenza servono rispetto e sobrietà». Il gruppo precisa di non voler mettere in discussione il diritto dei manifestanti a rifocillarsi durante il presidio, ma chiede di evitare eccessi che possano risultare offensivi nei confronti di pazienti, familiari e operatori sanitari.

L’appello conclusivo è quello di proseguire la mobilitazione per ottenere una sanità più efficiente, mantenendo però comportamenti ritenuti consoni al luogo e alle persone che vi sono ricoverate. Gli autori chiedono infine alle testate giornalistiche di preservare il loro anonimato, sostenendo di temere possibili reazioni, anche verbali, da parte di alcuni componenti del comitato promotore della protesta.

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