Tra traffico stradale, ferrovie e rotte aeree, l’inquinamento acustico rappresenta oggi uno dei principali rischi ambientali per la salute in Europa. A confermarlo è l’ultimo rapporto “Environmental noise in Europe 2025” pubblicato dall’European Environment Agency (Eea), aggiornato a settembre scorso, che analizza l’impatto del rumore ambientale legato soprattutto ai trasporti. Lo riporta ilsole24ore.
Secondo il rapporto, oltre il 20% della popolazione europea – più di una persona su cinque – è esposto a livelli di rumore nocivi causati dai trasporti. Se si considerano le soglie più severe raccomandate dall’World Health Organization (Oms), la quota supera il 30% dei cittadini europei.
Il traffico stradale è la fonte più diffusa: circa 92 milioni di persone vivono in aree con livelli di rumore superiori ai limiti indicati dalla normativa europea. Seguono il traffico ferroviario, che riguarda circa 18 milioni di cittadini, e quello aereo con 2,6 milioni di persone esposte.
L’esposizione prolungata al rumore non è soltanto un problema di fastidio o qualità della vita, ma può avere conseguenze rilevanti sulla salute. Il rapporto stima che l’inquinamento acustico legato ai trasporti sia associato a circa 66 mila morti premature ogni anno in Europa, oltre a 50 mila nuovi casi di malattie cardiovascolari e 22 mila casi di diabete di tipo 2.
Gli effetti riguardano anche il benessere quotidiano. Circa 16,9 milioni di europei soffrono di forte disagio a lungo termine dovuto al rumore dei trasporti, mentre 4,6 milioni sperimentano gravi disturbi del sonno. Studi recenti indicano inoltre possibili collegamenti con depressione, demenza e altri disturbi cognitivi.
Il fenomeno colpisce in modo particolare anche i più giovani: secondo l’analisi dell’Eea, oltre mezzo milione di bambini in Europa potrebbe avere difficoltà nella lettura e circa 63 mila problemi comportamentali legati all’esposizione cronica al rumore.
Nel complesso, il rumore dei trasporti è considerato uno dei tre principali fattori ambientali di rischio per la salute nel continente, subito dopo l’inquinamento atmosferico e gli effetti delle temperature estreme. L’impatto economico è stimato in circa 95 miliardi di euro l’anno, legato ai costi sanitari e alla perdita di anni di vita in buona salute.
Nonostante alcune misure introdotte negli ultimi anni, l’agenzia europea avverte che l’Unione europea rischia di non raggiungere l’obiettivo di ridurre del 30% entro il 2030 il numero di persone cronicamente disturbate dal rumore dei trasporti senza nuove politiche e interventi più incisivi.
Tra le soluzioni indicate dagli esperti figurano la riduzione del traffico urbano, l’espansione del trasporto pubblico, limiti di velocità più bassi nelle città, infrastrutture ferroviarie più silenziose e una migliore gestione delle rotte aeree. Misure che, sottolinea l’agenzia, possono contribuire a ridurre uno dei rischi ambientali più diffusi ma spesso meno percepiti dalla popolazione europea.











