La stagione balneare 2026 in Campania si apre con segnali incoraggianti per chi sceglierà le spiagge della regione. La Giunta regionale ha diffuso la nuova classificazione dei tratti di costa destinati alla balneazione, indicando anche il livello di qualità delle acque. I risultati premiano soprattutto la Costiera Amalfitana e la costa cilentana, che si confermano tra le aree con i parametri migliori.
La fotografia dello stato di salute del mare nasce dalle attività di monitoraggio svolte dall’Arpac. Ogni anno, tra aprile e settembre, l’Agenzia regionale avvia un articolato programma di controlli lungo l’intero litorale campano con l’obiettivo di garantire la tutela della salute pubblica e certificare la qualità delle acque in vista del periodo di maggiore afflusso turistico. La classificazione adottata dalla Regione prende in esame i dati raccolti negli ultimi quattro anni.
Secondo il sistema di valutazione, i tratti di costa giudicati eccellenti, buoni o sufficienti risultano balneabili fin dall’inizio della stagione estiva. Ciò non esclude, tuttavia, la possibilità di divieti temporanei nel caso in cui i controlli rilevino valori fuori norma. Diverso il discorso per le acque catalogate come scarse: in questi casi il divieto di balneazione resta valido per tutta la stagione, fino al ripristino delle condizioni previste dalla normativa.
Si tratta di un protocollo rigoroso, pensato anche per stimolare gli enti locali a migliorare i sistemi di depurazione e contrastare eventuali scarichi abusivi. Il quadro delineato dal report 2026 di palazzo Santa Lucia mostra complessivamente una Campania con indicatori positivi, con particolare evidenza per le coste della provincia di Salerno.
Nel Cilento il quadro appare quasi perfetto: lungo il tratto che va da Agropoli a Sapri non emergono criticità e l’intera fascia costiera ottiene la classificazione “Eccellente”, il livello più alto previsto dalla scala Arpac.
Risultati molto simili anche lungo la Costiera Amalfitana. I centri di Amalfi, Positano, Praiano, Vietri sul Mare e gli altri comuni del comprensorio, già mete di richiamo internazionale, potranno contare anche su acque di alta qualità. Dei 36 tratti di costa in cui è suddivisa la “Divina”, quasi tutti hanno ottenuto la valutazione massima. Le uniche eccezioni riguardano la spiaggia Le Sirene ad Amalfi, classificata come Buona, e un tratto indicato con nuova classificazione, che resterà sotto monitoraggio.
Spostandosi verso la Piana del Sele e i centri urbani emergono alcune criticità legate soprattutto alla presenza delle foci fluviali, anche se il quadro complessivo resta in miglioramento. A Salerno città il mare ottiene giudizi positivi nelle zone di Torrione, Mercatello, Pastena e Mariconda, oltre che nell’area a sud del porto Arechi. Rimangono invece non balneabili i tratti tradizionalmente problematici: la spiaggia a est del fiume Irno e il litorale compreso tra Fuorni e il Picentino.
Una situazione analoga si registra nei territori di Pontecagnano e Battipaglia. In entrambe le località ampie porzioni di costa risultano eccellenti, ma restano divieti nelle aree vicine alle foci dei fiumi: a sud del Picentino per Pontecagnano e presso il Lido Spineta per Battipaglia, dove la qualità delle acque continua a essere classificata come scarsa.
Indicazioni molto positive arrivano invece da Eboli, dove l’intero litorale ottiene la classificazione più alta. Anche a Capaccio Paestum il quadro è generalmente favorevole: la maggior parte delle spiagge è giudicata eccellente, mentre le aree di Casina D’Amato risultano Buone e quelle di Torre di Paestum Sufficienti.
Nel complesso i dati regionali evidenziano un miglioramento progressivo. Il segnale più evidente riguarda la diminuzione dei tratti di costa interdetti alla balneazione: si passa dai 9.000 chilometri del passato agli attuali 7.900. Un indicatore che conferma una progressiva riqualificazione dell’ecosistema marino e che rappresenta una notizia positiva anche per il settore turistico.
Nei prossimi mesi l’Arpac tornerà ad effettuare i campionamenti periodici per verificare lo stato delle acque. Nel 2025 l’attività di monitoraggio ha interessato oltre 400 chilometri di litorale, da Sessa Aurunca a Sapri, con controlli su 328 aree di balneazione. Le analisi si concentrano in particolare su due indicatori batteriologici: Escherichia Coli ed Enterococchi intestinali, parametri fondamentali per determinare la qualità del mare.











