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20 Marzo 2026
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Accadde oggi, 20 marzo: nel 1994 a Mogadiscio uccisi Ilaria Alpi e Miran Hrovatin

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Accadde oggi, 20 marzo: nel 1994 a Mogadiscio uccisi Ilaria Alpi e Miran Hrovatin

La data del 20 marzo 1994 rimane impressa nella storia del giornalismo italiano per la tragica uccisione, a Mogadiscio, in Somalia, della giornalista della Rai Ilaria Alpi e dell’operatore video Miran Hrovatin, freddati in un agguato mentre svolgevano il loro lavoro sul campo.

All’epoca inviati del Tg3, Alpi e Hrovatin si trovavano nella capitale somala in piena guerra civile per realizzare un’inchiesta giornalistica sui presunti traffici illeciti di armi e rifiuti tossici tra la Somalia e l’Italia. L’attentato avvenne quando un commando di uomini armati sorprese il loro veicolo, aprendo il fuoco con armi automatiche: i due furono colpiti e morirono sul colpo.

La vicenda rimane uno dei casi più controversi e dolorosi della cronaca recente italiana. Nonostante decenni di indagini giudiziarie, commissioni parlamentari e inchieste, la verità completa sui mandanti e sulle circostanze rimane in gran parte ignota, e nessuno è stato definitivamente ritenuto responsabile in via giudiziaria per l’omicidio dei due giornalisti.

Nel corso degli anni, la storia di Alpi e Hrovatin ha visto fasi processuali complesse. Un somalo, Hashi Omar Hassan, fu condannato alla fine degli anni Novanta come membro del commando, ma in seguito, dopo quasi 17 anni di carcere, la sua condanna venne annullata in appello e fu ritenuto innocente in rapporto alle accuse iniziali.

La loro morte scatenò un forte dibattito in Italia sulla libertà di stampa, la sicurezza dei giornalisti in zone di conflitto e l’importanza di fare piena luce sui motivi dell’agguato. Nel 2024, in occasione del trentesimo anniversario della loro uccisione, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato il caso sottolineando che “gli assassini e coloro che ordinarono i delitti sono ancora senza nome e volto”, definendo la vicenda “una ferita per l’intera società” e ribadendo che non ci si può arrendere nella ricerca della verità.

Nel corso degli anni il caso è stato al centro di iniziative di memoria civile, indagini parlamentari e riflessioni sul ruolo del giornalismo investigativo. Il lavoro di Alpi, in particolare, è stato ricordato come esempio di coraggio professionale nell’affrontare temi complessi e difficili in un contesto segnato da violenza, instabilità e strade insicure.

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