Si chiude un lungo capitolo della storia politica di Salerno e della Campania con la scomparsa di Gaspare Russo, figura di primo piano della Democrazia Cristiana e protagonista delle istituzioni locali e regionali per oltre trent’anni. Si è spento a Salerno, a pochi giorni dal suo 99° compleanno, dopo essersi ritirato da tempo dalla vita pubblica.
Nelle ore successive alla notizia, numerosi rappresentanti delle istituzioni, della politica e della società civile si sono recati alla casa del commiato di via San Leonardo per rendere omaggio a uno degli uomini che più hanno inciso negli equilibri politici del territorio. I funerali saranno celebrati domani, alle ore 11.30, nella chiesa dei Salesiani, nel quartiere Carmine.
Avvocato, originario di Minori, Russo iniziò la sua carriera politica nel 1960 con l’elezione al Consiglio comunale di Salerno, assumendo nello stesso anno anche l’incarico di assessore. Negli anni consolidò il proprio ruolo all’interno della Democrazia Cristiana, fino a diventare sindaco di Salerno nel 1970, guidando l’amministrazione cittadina fino al 1974 in una fase di importanti trasformazioni politiche e amministrative.
Conclusa l’esperienza a Palazzo di Città, approdò in Regione Campania, dove fu eletto consigliere nel 1975. Qui ricoprì prima il ruolo di capogruppo della Dc e, successivamente, quello di presidente della Giunta regionale dal 1976 al 1979, diventando uno dei principali riferimenti politici del Mezzogiorno in quegli anni. La sua presenza nelle istituzioni regionali si è protratta fino al 1990, quando scelse di ritirarsi dalla vita politica attiva.
Nel corso della sua lunga carriera, Russo ha ricoperto anche incarichi di rilievo nel mondo economico e istituzionale, tra cui la presidenza della Camera di Commercio di Salerno, contribuendo a consolidare una rete di relazioni che ha inciso profondamente sullo sviluppo del territorio.
La sua figura resta legata a una stagione complessa della storia italiana, quella della Prima Repubblica, segnata dal ruolo centrale dei grandi partiti di massa e da profondi cambiamenti sociali ed economici. Con la sua scomparsa, Salerno perde uno dei suoi protagonisti più influenti, la cui eredità politica continua a rappresentare un punto di riferimento e di riflessione.
(Foto LeCronache)











